Tesi (??) contro la legalizzazione delle droghe leggere

Il famoso sito Pontifex affronta oggi il tema della legalizzazione delle droghe leggere.
Comincio a chiarire alcuni aspetti.
Non posso considerarmi di sicuro un consumatore abituale di droghe leggere: ho fatto solo un tiro a 25 anni e da allora niente di più. Ovviamente non ho mai consumato altri tipi di droghe e faccio un moderato consumo di alcool.
Tempo fa ero sostenitore del proibizionismo in materia di droghe leggere ma – avendo una mentalità laica – col tempo ho cambiato idea per un solo motivo: la realtà dei fatti.

L’autore di Pontifex – che non si firma – si pone delle domande e da’ delle risposte: vediamole nel dettaglio.

1. Esiste una linea di demarcazione tra “droghe leggere” e “pesanti”, nel senso che soltanto le seconde producono tossicomania e dipendenza?
Per l’autore questa distinzione è falsa e su questo mi sento di essere d’accordo con lui. Di certo assumere cannabis non è salutare anche se un consumo eccessivo di alcool è di gran lunga peggiore del consumo di cannabis.

2. Il discorso precedente vale anche per l’assunzione occasionale o estemporanea di Cannabis?
Secondo l’autore “un’assunzione occasionale può già produrre gli effetti sopra menzionati, ma anche quando non li produce la valutazione morale riguardo ad essa resta di riprovazione e di biasimo. Infatti, la dignità umana consiste nella stupenda capacità di poter pensare e agire liberamente, nella capacità di autodominio, mentre già questa assunzione occasionale può comportare alterazione del senso della realtà (…) ovvero la rinuncia a pensare, volere e agire come persone libere, e dunque l’abdicazione dalla propria dignità umana“.
Non so quali effetti possa produrre il consumo estemporaneo di cannabis. Personalmente non mi ha causato nessun effetto. Poi non credo di poter essere biasimato moralmente per aver ricercato una sensazione nuova. Potrei essere biasimato se avessi assunto droghe o alcool e poi mi fossi messo alla guida oppure se – anche senza stupefacenti – mi fossi reso colpevole di un reato. Nel momento in cui da adulto e vaccinato voglio provare cannabis con degli amici e lo faccio a casa mia senza mettermi alla guida francamente resto a posto con la mia coscienza.

3. Ma questa obiezione non vale per tutte le sostanze eccitanti o tranquillanti, come alcool, caffè e tabacco?
Per l’autore “quest’obiezione vale anche rispetto a queste sostanze, ma solo relativamente ad un loro abuso, perché questi effetti spersonalizzanti e degradanti si producono solo in conseguenza dell’abuso di tali sostanze, non per un loro uso moderato“.
Anche qui vale il discorso di sopra. Se assumo alcool e non metto a rischio la vita altrui dove sarebbe l’immoralità?

4. Perché lo Stato deve opporsi alla legalizzazione delle “droghe leggere”?
L’autore è troppo sbrigativo. Afferma semplicemente: “Perché, come abbiamo visto finora, queste sostanze sono nocive e lo Stato deve tutelare il bene comune“. Concordo che siano sostanze nocive e lo Stato debba tutelare il bene comune ma la domanda è questa: proibire è il giusto modo per tutelare il bene comune? Anni fa’ non avrei avuto dubbi ma ora ho una idea ben diversa. Infatti il consumo di droghe leggere e pesanti nella “proibizionista” Italia è di gran lunga maggiore che nella “permissiva” Olanda secondo i dati dell’European Monitoring Centre for Drugs and and Drug Addiction (EMCDDA) che fornisce le statistiche sul consumo di droga negli Stati membri della UE: i dati sono accessibili sul loro sito o su wikipedia.
Infatti i punti chiave della politica olandese sono i seguenti:
– Rendere possibile il consumo di droghe leggere in punti chiave (coffee shops).
– Separare nettamente in questo modo l’accesso alle droghe leggere da quelle pesanti (lo spacciatore che offre la cannabis può offrire anche l’eroina).
– Assumere una politica a tolleranza 0 verso chi viene scoperto con cannabis fuori dai coffee shops.
– Monitorare la qualità della cannabis venduta.
In questo modo anche la diffusione di alcune malattie (epatite, AIDS, etc.) è di gran lunga inferiore in Olanda che in Italia sempre per l’European Monitoring Centre for Drugs and and Drug Addiction.

5. Ma la legalizzazione non colpisce l’economia delle organizzazioni criminali?
Secondo l’autore “legalizzando la Cannabis lo Stato si fa garante che altri (per es. in Olanda i Coffee shop) possano legalmente esercitare attività criminali, purché con la licenza“.
Prima di tutto bisogna capire cosa sia “criminale”. Criminale è tutto ciò che il Codice Penale considera come “reato”. Qualcuno potrà considerare “immorale” la vendita di “droghe leggere” ma la moralità è un discorso che riguarda la coscienza personale.
Francamente trovo più immorale che si possano vendere alcolici a minori o che lo Stato lucri sulle speranze dei meno abbienti moltiplicando i giochi di azzardo (permettendo anche ai minori di giocare). Ovvio che legalizzando la vendita di droghe leggere le associazioni criminali sarebbero tagliate fuori dal business. Compito dello Stato sarebbe vigilare che i nuovi “coffee shops” non siano nelle mani di associazioni criminali ma questo già avviene per ogni tipo di attività legale.

6. Un comportamento è immorale solo fintanto che è proibito dalla legge, dunque la legalizzazione di un comportamento (come la vendita della Cannabis) lo rende morale.
Per l’autore: “un comportamento è immorale anche se lo Stato lo legalizza“.
Questo è vero. Moralità e legalità sono due binari completamente diversi. La prima attiene alla sfera personale mentre la seconda a quella penale. Ma se legalizzare la vendita di cannabis non la renderebbe più morale ciò significa che non ci sarebbe un incentivo maggiore all’acquisto.

7. La legalizzazione non consente almeno di concentrare le energie delle forze dell’ordine nella repressione del traffico delle “droghe pesanti”?
Secondo l’autore sarebbe “come proporre di tralasciare la repressione dei furti nelle case per concentrarsi solo sulle rapine a mano armata“.
Tesi un po’ semplice. Ovvio che la Polizia ha diverse priorità e di sicuro il piccolo spacciatore di marijuana non è di già il loro obiettivo principale.
Inoltre per l’autore “gli spacciatori, non potendo guadagnare profitti con coloro a cui l’accesso alle droghe fosse consentito dalla legge, cercherebbero di avvicinare alla droga coloro ai quali le droghe restassero precluse, cioè, appunto, i bambini, per poter almeno guadagnare qualcosa con loro, e inoltre comincerebbero a vendere droghe “pesanti”, incrementandone il traffico“.
Purtroppo l’ignoranza è una gran brutta bestia. Proprio separando i canali tra droghe leggere e droghe pesanti sarebbe molto più difficile accedere ai canali della vendita di eroina e cocaina. Ridicolo anche che gli spacciatori comincerebbero a vendere droghe pesanti incrementando il traffico. Gli spacciatori già vendono droghe pesanti (scopro l’acqua calda) e la causa dell’incremento di ogni traffico non è l’offerta di un bene ma la sua domanda.

8. La legalizzazione diminuirebbe almeno la criminalità, perché i giovani non avrebbero bisogno di rubare per procurarsi le droghe leggere.
Per l’autore: “la criminalità aumenterebbe, perché queste sostanze inibiscono la capacità di autocontrollo e stimolano aggressività e violenza“.
Di certo la cannabis non aumenta la violenza e l’aggressività (quello è un effetto dell’alcool). Inoltre i già citati dati dell’Emcdda confermano che i reati legati al possesso di cannabis in Italia sono circa il doppio rispetto che all’Olanda.

9. Nei paesi dove è avvenuta la legalizzazione il consumo è diminuito, perché è venuto meno il fascino del proibito.
Per l’autore “un rapporto della Columbia University del 1997 ha mostrato come nei tolleranti Paesi Bassi il consumo di marijuana fosse aumentato del 250% perché non solo non sussistono più remore morali al consumo delle droghe, ma è altresì venuta meno la difficoltà di procurarsele“.
Quando si cita una fonte sarebbe giusto anche riportare il link alla stessa: su internet non ho trovato nessuna ricerca della Columbia University a riguardo.
Attualmente i già citati dati dell’European Monitoring Centre for Drugs and and Drug Addiction (EMCDDA) rilevano che il consumo di cannabis in Italia è di gran lunga più alto che in Olanda: i dati nel dettaglio si possono consultare sul sito di Emcdda o su Wikipedia.
Sempre per l’autore “il gusto della trasgressione si è spostato dalle droghe “leggere” a quelle “pesanti”, contribuendo a farne aumentare il consumo“. Anche questo è falso: i già citati dati confermano che il consumo di droghe pesanti in Italia è di gran lunga superiore all’Olanda.

10. Lo Stato non può almeno somministrare gratuitamente la droga ai tossicodipendenti gravi, per evitare loro le crisi di astinenza ed evitare che delinquano per procurarsi il denaro?
Per l’autore “la droga di Stato è una forma di resa, che accetta di mantenere il tossicodipendente in una condizione di schiavitù subumana e degradata“.
Forse dimentica che lo Stato già fornisce il metadone tramite i Sert.
Insomma l’ignoranza è proprio una grande brutta bestia e – nell’affrontare alcune tematiche – bisognerebbe avere un approccio laico libero da ogni condizionamento ideologico e religioso.

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