Pontifex e la “pacificazione nazionale”

Come al solito il blog “non-secolarizzato” Pontifex approfitta del 25 aprile per un banale articolo vagamente “cerchiobottista” a firma di Volpe e Tommasi (addirittura due persone per un simile articolo?).

Bruno Volpe definisce come “stanca” la celebrazione del 25 aprile ma forse dimentica che è compito di ogni Italiano rendere forte e viva questa celebrazione ricordando le origini della nostra Repubblica e la Resistenza.
Per Pontifex i Comunisti “hanno messo il cappello sul venticinque aprile dimenticando che contribuirono alla liberazione anche cattolici, persone di nessuna fede, cittadini persino apolitici, ma desiderosi di libertà e di giustizia“. Questo è assolutamente vero ma forse le forze di sinistra sono le sole forze che hanno sempre fatto vivo il ricordo della Resistenza.

Per Volpe “la migliore maniera di celebrare questa festa è saper camminare verso la conciliazione e la pacificazione nazionale, sapendo riconoscere che, nella storia, nemici e mali assoluti non esistono“. Questo sarebbe stato bello e possibile nel caso in cui le forze di destra avessero condannato senza riserve il fascismo ma questo non c’è mai stato. Invece durante la Resistenza nemici e mali assoluti ce n’erano: erano i nazifascisti. Inoltre la “pacificazione” c’è già stata. La pacificazione è stata già firmata da Togliatti con l’amnistia per i crimini compiuti dai fascisti: mi sembra che sia un gesto più che sufficiente. Se per “pacificazione” si intende mettere fascismo e Resistenza sullo stesso piano credo che la “pacificazione” sia da combattere e non da raggiungere.

In seguito si afferma qualcosa di cui bisogna vergognarsi: “Mussolini compì l’errore fondamentale di allearsi (una scelta imposta) con i tedeschi, ma senza quella scelta, molte delle sue decisioni furono degne di un grande statista da apprezzare e rivalutare“. Mussolini compì un solo errore: nascere. A parte questo gli errori di Mussolini furono tanti oltre alla guerra: costruzione di una dittatura, leggi razziali, etc. Inoltre bisognerebbe fare la pacificazione con chi afferma che Mussolini è un grande statista?! MAI.

In seguito si continua con il “banale revisionismo” affermando: “Allo stesso tempo, meritano un riconoscimento le vittime della Repubblica sociale di Salò che morirono per un ideale anche loro“. Prima di tutto i morti di Salò non sono vittime ma “carnefici” che morirono consapevoli di essere dalla parte dell’oppressione nazifascista. Inoltre di cosa bisogna essere “riconoscenti” ai morti “repubblichini”? L’unica cosa di cui possiamo essere grati è di essere morti: se fossero rimasti in vita avrebbero costruito uno stato dittatoriale. Perciò non c’è niente di cui essere grati.

Volpe continua affermando: “E allora si arrivi ad una vera conciliazione, riconoscendo che l’uomo non è perfetto e che in ognuno di noi c’è del bene e del male. Solo con questa consapevolezza, la pace è sicura e può durare a lungo“. È giusto arrivare alla conciliazione ma questa è possibile nel momento in cui da tutte le forze politiche e sociali ci sarà una condanna senza riserve del fascismo.

Volpe conclude affermando: “Questo si chiama perdono, il santo perdono di cui ha sempre parlato Cristo“. Il perdono va chiesto e non mi sembra che fino ad ora qualcuno lo abbia mai chiesto. Inoltre i fascisti sono stati già perdonati con l’amnistia Togliatti. Il perdonato fascista resta sempre un oppressore e questo non bisogna dimenticarlo mai.

ONORE AI PARTIGIANI! ORA E SEMPRE RESISTENZA!

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