Coppie gay: dopo Obama, il Ministro Fornero

Dopo Obama, il Ministro Fornero si pronuncia a favore delle unioni omosessuali. Al convegno “È possibile un’alleanza italiana per la famiglia?” il ministro ha sottolineato come oggi le “famiglie si facciano e si disfino, mentre quelle tradizionali neppure si formano. Le coppie di fatto chiedono di essere considerate famiglie. Ci sono coabitazioni di persone dello stesso sesso che chiedono di essere riconosciute come famiglie. E io non posso dimenticare di essere ministro anche delle pari opportunità” ed inoltre “la famiglia tradizionale è sempre più un’eccezione e non la regola“.

Il Ministro Fornero ha affermato che “non si può far finta che l’affermazione della difesa della famiglia risolva da sola i problemi perché la realtà è molto più complessa e bisogna prendere atto, con mente aperta, mente aperta che i problemi esistono“.
L’occasione per le dichiarazioni del ministro è stata la presentazione del Rapporto “La famiglia in Italia“, stilato dall’Osservatorio nazionale sulla famiglia per il biennio 2011-2012 per conto del Dipartimento per le politiche della famiglia, alla presenza del ministro Andrea Riccardi.
In base a questo dossier il numero delle famiglie in Italia sta crescendo ma saranno sempre di più nuclei piccoli, con pochi componenti e meno figli.
Gian Carlo Blangiardo, docente di statistica dell’università di Milano Bicocca ha spiegato: “Oggi in Italia ci sono 23,4 milioni di famiglie, che nel 2030 diventeranno 25,6 milioni. La tendenza è dunque all’aumento, ma questi nuclei familiari avranno un numero di componenti sempre più esiguo. Cresceranno, infatti, le persone sole (1,7 milioni in più in vent’anni). In aumento anche le coppie senza figli, che passeranno da poco meno di 5 milioni nel 2010 a quasi 6,1 milioni nel 2030. Le coppie con figli saranno, nel 2030, solo il 31% delle famiglie, mentre ora rappresentano quasi il 40% dei casi. Questa tendenza, riguarderà a sorpresa maggiormente il Mezzogiorno, fino a ieri parte trainante della demografia italiana”.
Pierpaolo Donati, direttore dell’Osservatorio, ha commentato: “È un circolo vizioso, che se non viene spezzato creerà una situazione sempre più drammatica. Il tessuto sociale si sta spappolando, occorre convergere verso un orizzonte comune“.
Ovviamente le parole del Ministro Fornero – a poca distanza di quelle del Segretario del PD Bersani – hanno suscitato alcuni commenti da parte del mondo cattolico.
Per Avvenire, il discorso del Ministro Fornero è “un de profundis che appare sorprendente e prematuro, quello di Fornero, se non altro perché a tutt’oggi sono tra i 12 e i 15 milioni – dunque la stragrandissima maggioranza – le coppie sposate (“tradizionali”, dunque!), a confronto con meno di un milione di coppie di fatto”. Di sicuro le coppie sposate sono di più delle coppie di fatto ma un Governo non deve preoccuparsi solo delle situazioni maggioritarie ma delle situazioni rilevanti: certamente un milione di coppie (anche omosessuali) che vivono una situazione di coppia di fatto sono un aspetto rilevante per ogni Governo.
Sempre secondo Avvenire “nessuno può dimenticare, peraltro, l’articolo 29 della Costituzione”. Purtroppo il citato articolo della Costituzione (“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio“) è un falso problema considerato che la Corte Costituzionale nella sentenza 138/2010 ha stabilito che «i concetti di famiglia e di matrimonio non si possono ritenere “cristallizzati” con riferimento all’epoca in cui la Costituzione entrò in vigore, perché sono dotati della duttilità propria dei princìpi costituzionali e, quindi, vanno interpretati tenendo conto non soltanto delle trasformazioni dell’ordinamento, ma anche dell’evoluzione della società e dei costumi» e che inoltre «si ha la conferma che la materia è affidata alla discrezionalità del Parlamento».
Per il Ministro Fornero “esiste un problema di identità familiare” ma per Avvenire sarebbe “già risolto nella Costituzione”. Peccato che la Corte Costituzionale nella citata sentenza non sia d’accordo.
Sempre su Avvenire interviene Francesco Ognibene il quale si afferma: “E ti vai a leggere la Costituzione per essere certo che almeno lì si parli ancora di «società naturale», ovvero costruita da una donna e un uomo (sennò, di che natura parliamo?)”. Purtroppo la “società naturale” della Costituzione non è la società “costruita da una donna e un uomo” ma la Corte Costituzionale afferma che «con tale espressione, come si desume dai lavori preparatori dell’Assemblea costituente, si volle sottolineare che la famiglia contemplata dalla norma aveva dei diritti originari e preesistenti allo Stato, che questo doveva riconoscere».


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