Napolitano e la “deferenza” verso il papa

L’Osservatore Romano – organo ufficiale della Città del Vaticano – ha pubblicato un’intervista al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dal titolo “Il mio amico Benedetto XVI” in occasione del recente concerto del maestro Daniel Barenboim tenutosi a Castel Gandolfo a cui erano presenti sia Napolitano che Ratzinger.

L’intervista pubblicata dall’Osservatore Romano è stata ripresa anche dal sito del Quirinale.

Il giornalista de L’Osservatore Romano Mario Ponzi chiede nell’intervista: «Da dove nasce questa sua manifesta sintonia con Papa Ratzinger?».

Il Presidente Napolitano risponde: «Abbiamo passeggiato, parlato come persone che hanno un rapporto di schietta amicizia, con tutta la deferenza che io ho per lui e per il suo altissimo ministero, per la sua altissima missione».

Giorgio Napolitano ed i consiglieri diplomatici del Quirinale non sono certamente sprovveduti e sanno bene che le parole espresse a L’Osservatore Romano da Napolitano non sono espresse a titolo personale ma nelle sue vesti di Presidente della Repubblica.

Deferenza significa (Dizionario Treccani): «Rispetto ossequioso e condiscendente dimostrato con atti o con parole a persona ritenuta superiore per grado, funzione, autorità, o anche soltanto di maggiore età e esperienza».
Il Presidente della Repubblica italiana non può definirsi deferente nei confronti di nessun capo di stato estero o leader religioso ma al massimo può definirsirispettoso”.
Il Presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale (art. 90 Costituzione) e quindi Napolitano ha voluto intendere che l’Italia è deferente (ossia ossequiosa e condiscendente) al papa (un capo di stato estero oltre che leader religioso) ritenendolo superiore per autorità alle stesse istituzioni repubblicane.

Giorgio Napolitano – come Presidente della Repubblica – prima di assumere le funzioni di Presidente ha prestato giuramento di osservanza della Costituzione: la stessa Costituzione che prescrive all’articolo 3 che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale senza distinzione di religione.

Napolitano – da Capo dello Stato italiano e garante della Costituzione – rappresenta tutti i cittadini compresi i tanti che – credenti o meno – non sono deferenti nei confronti del papa oppure professano un’altra religione.

Alla domanda «Come vede il rapporto tra Benedetto XVI e l’Italia?», Napolitano – ricordando il messaggio di Ratzinger per i 150 anni dell’Unità d’Italia – afferma che «questo dimostra veramente come in Italia lo Stato e la Chiesa, il popolo della Repubblica e il popolo della Chiesa, siano così profondamente e intimamente uniti».

Sicuramente la Chiesa è vicina al popolo della politica ma Napolitano dovrebbe accorgersi che – ora come non mai – gli Italiani siano distanti dalla Chiesa e di come la secolarizzazione avanzi anche nel nostro Paese.

Allo stesso modo il Presidente – sempre da garante della Costituzione – più che preoccuparsi dell’unione tra il popolo italiano ed il popolo della Chiesa, dovrebbe preoccuparsi di garantire quella reciproca indipendenza tra Stato e Chiesa così come sancisce l’articolo 7 della nostra Carta.

Articolo pubblicato anche su

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...