Tempi ed il “vizio della sobrietà”

Sul sito di Comunione e Liberazione Tempi.it si può leggere un interessante articolo dal titolo “Quando la sobrietà diventa vanità e la politica è fatta dai giornalisti” sull’esibizione della morigeratazza da parte dei politici di oggi.

Per l’autore «quando i potenti dimostrano tutta la loro impotenza, allora è il tempo della sobrietà. La sobrietà è una bestia grama, è un po’ come la virtù dell’umiltà, quando dici che ce l’hai la perdi». Di sicuro in un periodo di grande crisi come ora il minimo che un politico debba fare è mostrarsi sobrio ma non è detto che i politici la esercitino in ogni caso: anche Berlusconi era alla guida di un governo impotente ma non ha mai fatto sfoggio di sobrietà.

Per il giornalista di Tempi «i giornali hanno deciso che la sobrietà non esiste se non è contemporaneamente un esempio. La sobrietà va ostentata, esattamente come si faceva con la ricchezza. E con ciò stesso siamo riusciti a vanificarla, a imparentarla con la vanità: il potente che si vantava ostentando ricchezza oggi manifesta la sua potenza ostentando sobrietà. L’ostentazione ha bisogno dei suoi cantori, e i giornalisti si prestano volentieri alla bisogna. Se il capo di Stato della quarta potenza mondiale ha a sua disposizione un aereo e decide di non usarlo per recarsi dalla residenza parigina a quella balneare, sobrietà per sobrietà è bene far sapere a tutti che monsieur François Hollande e la sua compagna per spostarsi hanno preso il treno».
Bisogna dire che la vita privata dei politici (e non solo) è passata spesso al vaglio da parte dei media. Negli Usa (soprattutto da Reagan in poi) questo fenomeno ha assunto un fenomeno così importante che anche il sociologia è stato introdotto il termine di “personal issues” per identificare le questioni attinenti al privato dei politici.
Anche la vecchia Europa ha imparato a conoscere questo fenomeno: il primo esempio di rilievo è stata la principessa Lady Diana il cui rapporto con gli organi di informazione è ben descritto nel libro “La principessa nel paese dei mass media” del sociologo Paolo Mancini.

Lady D è stato il caso più eclatante di vita privata divenuta argomento di discussione nei media ma – più o meno nello stesso periodo – anche altri politici offrivano rivelazioni ai giornali riguardo il loro privato: Francois Mitterand ad esempio ammise l’esistenza di una figlia naturale nata da una relazione extraconiugale.

Inoltre è molto difficile che oggi un presidente come Hollande non sia oggetto della curiosità dei media per quanto riguarda la sua vita privata. Non dimentichiamo che Hollande è il successore (anche mediatico) di Nicolas Sarkozy: un presidente che durante il suo mandato divorziò per sposare successivamente la modella e attrice italiana Carla Bruni ossia una donna la cui professione era proprio l’esibizione della propria immagine.

In Italia – che ha cominciato ad occuparsi della vita privata dei politici con Berlusconi (era inevitabile….) – forse il primo esempio di mediatizzazione della vita di un politico (credo che si possa definire tale) si è avuta con Giovanni Paolo II. Ovviamente non si trattava – come per gli altri casi – di incursioni dei media nella vita privata del pontefice (impossibile da realizzarsi) ma – molto più semplicemente – di immagini, filmati e notizie realizzate dall’Ufficio Stampa della Santa Sede ad uso e consumo dei media: ad esempio in occasione del rientro in Vaticano nel marzo del 2005 (poco più di un mese prima dela sua morte), un cameraman della Santa Sede sedeva sul sedile posteriore dell’auto che accompagnava il papa in Vaticano per riprendere il pontefice e quindi trasmettere quelle immagini al mondo intero.

Ovviamente nell’articolo di Tempi si parla di ostentazione della sobrietà ma forse si commette l’errore di giudicare gli esempi di sobrietà di politici stranieri con il metro di giudizio italiano.

Nel Regno Unito ad esempio – al famoso N. 10 di Downing Street (residenza ufficiale de premier britannico) – è facile che sia la moglie del Capo del Governo ad aprire la porta e – nei primi giorni del suo mandato – non sfuggì all’occhio impietoso dei fotografi una Cherie Blair in vestaglia e ciabatte che – spettinata – aprì la porta per ricevere i fiori portati da un comune fattorino.
Blair non è stato il solo caso di sobrietà nel Regno Unito. La neo-principessa Kate Middleton è diventata un simbolo di eleganza per i suoi abiti comprati spesso ai grandi magazzini che riutilizza più volte (ma quale enorme sacrificio!!) come una “comune mortale”. Assieme al marito William sono diventate una delle coppie più ammirate anche per la volontà di dare un tocco di normalità (magari anche andando al cinema come una normale coppia) ad una monarchia che risultava sempre più anacronistica.

Sempre dal Regno Unito, il premier David Cameron è stato oggetto di un simpatico siparietto proprio nel nostro Paese. Infatti – in vacanza in Toscana – entrò in un bar per bere un caffé come qualsiasi altro turista. Essendo totalmente anonimo e non avendo nessuna scorta (cosa più unica che rara in Italia), la barista gli disse che non avrebbe potuto servirlo al tavolo: Cameron non batté ciglio (immagino la reazione dell’ultimo dei nostri parlamentari) e portò da solo le tazzine al tavolo.

Forse la sobrietà sugli aspetti della propria vita privata è una virtù sconosciuta tra i nostri politici. Mentre tra gli esponenti della cosiddetta “prima repubblica”, la morigeratezza era una caratteristica costante con l’eccezione della “Milano da bere” del craxismo, la “seconda repubblica” si è aperta all’insegna dell’ostentazione: barche a vela, auto di lusso, feste esclusive sono state un elemento che ha accompagnato i recenti politici (contribuendo ad aumentare il distacco con i “comuni cittadini”).
Di recente lo stesso Presidente ciellino della Regione Lombardia Roberto Formigoni è diventato celebre anche a causa delle sue camicie “non particolarmente sobrie” ed anche il meeting ciellino di Rimini (con mostre, spettacoli e manifestazioni sportive) non sembra proprio l’elogio della sobrietà.

Questo non significa che anche tra i nostri politici non ci siano stati esempi di sobrietà. Nel 1978, il Presidente Pertini rinunciò agli sfarzi del Quirinale per vivere in una mansarda di 40 mq a Piazza Fontana di Trevi. Ora lo stesso Presidente Napolitano usa il treno come un normale passeggero anche per gli spostamenti ufficiali rinunciando ad auto presidenziali e scorte: il “vizio” di usare il treno ha contagiato anche la famiglia reale britannica e la stessa regina Elisabetta.
Lo stesso ex premier Prodi dava un’immagine della sua vita privata attraverso la sua passione per la bicicletta (è un buon ciclista) e le riunioni con la sua numerosissima famiglia (ha otto fratelli). Più recentemente lo stesso Presidente Monti che – seppur criticabilissimo per molti aspetti – ha aperto il suo Governo all’insegna della sobrietà personale.

Il punto è che – ad un politico – viene richiesto non solo di amministrare bene ma soprattutto di essere esemplare. Questo concetto è stato ben capito addirittura dall’ingessata monarchia britannica mentre per l’establishment politico europeo è un concetto quasi normale: forse è molto più difficile in Italia dopo anni di Palazzo Grazioli, bunga-bunga, Villa Certosa e voli di stato con menestrelli, veline e cantori. D’altronde siamo sempre il Paese erede di quel Partito Socialista formato – per usare le parole dell’ex ministro Rino Formica – da «nani e ballerine».
Nei Paesi europei il capo del governo o il capo di stato è considerato un “primus inter pares” mentre l’Italia – che ha conosciuto troppi re, papi e dittatori – ci si aspetta che il Presidente si “elevi dalla massa” e non che si confonda e sia parte dei cittadini: un concetto su cui dovremo riflettere.
Nei giorni scorsi – ad esempio – ha creato “ammirazione” l’immagine del giovane sindaco di Cagliari Massimo Zedda intento a lavare la propria auto ad un comune autolavaggio. Se fossimo in un Paese normale non ci sarebbe nulla di ammirevole in una simile immagine: sarebbe solo un fatto normale.
Proprio perché l’Italia è ancora il Paese dell’«uomo solo al comando» (e non mi riferisco a Fausto Coppi definito in questo modo dal giornalista Mario Ferretti durante la terzultima tappa del Giro d’Italia del 1949), il giornalista di Tempi scrive «in attesa di vedere le foto di mademoiselle Trierweiler ai fornelli e di monsieur François mentre sparecchia, continueremo ad accontentarci di far ripubblicare quelle di Benito Mussolini mentre falcia il grano. Non si può? L’accostamento è irrispettoso? Poco sobrio? E perché mai? Un duce che si procura il pane con il sudore della sua fronte e la forza delle sue braccia è meno sobrio di un presidente che fa la coda alla biglietteria?».
Certamente paragonare un dittatore che ha distrutto l’Italia ad un Presidente democraticamente eletto è un paragone che definire azzardato è riduttivo.
Ad ogni modo le immagini di Mussolini – in un Paese che certamente non aveva i mezzi di comunicazione e soprattutto la libertà informativa di oggi – erano realizzate ad arte ad uso e consumo degli strumenti di propaganda del regime: insomma l’immagine di Mussolini che falciava il grano era finta (spente le telecamere non lo avrebbe fatto) mentre l’Hollande, il Cameron e la Merkel di turno alle prese con le loro sobrie vacanze sono delle situazioni vere.
Inoltre Mussolini era l’artefice di quelle immagine mentre spesso i politici subiscono la presenza dei media: di recente lo stesso Hollande ha fatto pressione sui media francesi affinché non si pubblicassero foto della sua compagna Valérie Trierweiler in bikini (pressione vana…..).
Insomma meglio essere “vanitosi” di sobrietà (e farne sfoggio) che “vanitosi” di sfarzosità e lusso: almeno sino a quando capiremo che il buon politico deve essere prima di tutto “esemplare”.
Ma forse la sobrietà è una virtù rara nel Paese simbolo del lusso: d’altronde se forse “il diavolo (non) veste Prada”, di sicuro il vescovo (di Mazara del Vallo) veste Armani.

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4 pensieri su “Tempi ed il “vizio della sobrietà”

  1. Serpico

    Non c’entra nulla, ma visto che sei un giornalista, sicuramente ti interessano i libri di inchiesta e di ricerca scientifica.
    Mi sembra sia disponibile in questi giorni un nuovo libro, se non sbaglio.
    “La fisica della sobrietà”.

    Perdonami ma sono arrivato solo a metà articolo, leggo più tardi.
    Buona domenica.

    Rispondi
  2. Alessandro A. Galvani

    Come cambiano i Tempi…
    Ai giornalisti di Tempi potremmo ricordare come uno dei loro paladini, un certo Vittorio Messori, iniziò la prima pagina di un libro importante per i cattolici (la sua intervista al cardinale Ratzinger, “Rapporto sulla fede” si intitola) ostentando la sobrietà del cardinale che viveva in un appartamentino con i suoi gatti invece di indossare croci d’oro pesanti un paio di quintali (così come lo si accusava di fare)…
    Come cambiano i Tempi, eh?

    Rispondi

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