CL ed i tweet di Saviano: chi è senza peccato scagli la prima pietra

Su Tempi – l’organo di Comunione e Liberazione – Daniele Ciacci ha pubblicato un articolo dal titolo V’uoi védere ch’e S’aviàno vìnce il N’obel per l’a L’etteratura? (sic).

Tema dell’articolo è sui possibili vincitori del prossimo Nobel della Letteratura.

Tra i “papabili” viene incluso anche l’autore di Gomorra Roberto Saviano definito da Ciacci il “vate dell’apostrofo” e «celebre per aver rinnovato l’uso dell’apostrofo e dell’accento nella lingua italiana».

Il riferimento all’apostrofo è ad un “tweet” di Saviano su Twitter in cui il giovane scrittore scriveva “qual è” con l’apostrofo: “qual’è”. La parola “quale” – nella lingua italiana – non si elide (ossia cade l’ultima vocale sostituita dall’apostrofo) ma si tronca (ossia cade l’ultima vocale ma non si appone l’apostrofo): i pronomi “quale” e “tale” sono le uniche eccezioni della lingua italiana per cui si applica la regola del troncamento e non dell’elisione.

Il secondo riferimento è sempre ad un “tweet” di Saviano in cui lo scrittore – citando Borges – scrive “sta” (terza persona singolare del presente indicativo del verbo “stare”) con l’accento ossia “stà”.

C’è da precisare che Saviano non è l’unico a concedersi queste “licenze“.
La Conferenza Episcopale Italiana – nel nel documento “8 per mille. Destinazione e impieghi. 1990 – 2011” scrive di leaders religiosi” quando anche l’Accademia della Crusca afferma che le parole inglesi entrate nell’uso corrente della lingua italiana (come “leader”) restano invariate al plurale.
Addirittura il Pontificio Consiglio per la Famiglia – nel documento «Famiglia, matrimonio e “unioni di fatto”» – usa moltissime volte l’apostrofo per accentare la “E” maiuscola. Ad esempio nel documento si legge “E’ chiara la tendenza a equiparare….“.
Di sicuro l’attenzione che si dovrebbe prestare nella stesura di documenti ufficiali – quali quelli della Cei e del Pontificio Consiglio per la Famiglia – è maggiore rispetto all’attenzione che si pone in un frettoloso tweet.

Forse i ciellini – da bravi cattolici – dovrebbero ricordarsi il passo del Vangelo “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

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4 pensieri su “CL ed i tweet di Saviano: chi è senza peccato scagli la prima pietra

  1. Alessandro A. Galvani

    Incidentalmente, Ciacci non sa che in italiano corretto, si scrive apostrofe, non apostrofo… per lui un Nobel al Fallimento.

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    1. Cagliostro Autore articolo

      Non sapevo che apostrofe avesse anche lo stesso significato di apostrofo: credevo che avesse solo il significato di “reprimenda”.
      Il Treccani però – per “apostrofe” da il significato di figura retorica mentre per “apostrofo” il segno grafico che conosciamo: forse non sono esattamente la stessa cosa?

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  2. simo78

    Se mi posso permettere, l’E maiuscola accentata e’ “scusabile” in certi contesti dal momento che non e’ semplice recuperarla da tastiera (io stesso sto scrivendo “e’ ” perche’ sono su una tastiera inglese sprovvista di ogni lettera accentata). Qual’e’. sta’, po’ con l’accento invece dell’apostrofo ecc ecc sono orrori grammaticali, purtroppo molto comuni. Questo non per dare ragione a uno o all’altro o per parteggiare, ma semplicemente per sottolineare che sono errori dovuti (o che potrebbero essere dovuti) a cause diverse (“ignoranza” Vs pigrizia). Certo, in un documento ufficiale di una qualsiasi istituzione ci si attenderebbe un minimo di editing per eliminare certi errori.

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    1. Cagliostro Autore articolo

      Gentile Simone, grazie del tuo commento.
      Concordo con te. Alcuni errori che tu hai elencato sono molto comuni ed a volte nascono dalla “pigrizia”. Anche nei titoli dei giornali spesso si ricorre all’apostrofo per accentare la E maiuscola (credo perché più visibile). Ovviamente se è perdonabile l’errore su un mezzo veloce come twitter o su un commento in un post, lo è di meno nella stesura di un articolo e molto di meno in un documento ufficiale soprattutto se viene da fonti come la Cei o la Santa Sede.

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