Un auspicio condivisibile: la Chiesa resti indietro di 2000 anni.

I cattolici fondamentalisti di Uccr (Unione cristiani cattolici razionali) hanno proposto spesso delle tesi quantomeno bislacche ma per una volta c’è da concordare con un punto espresso nel loro articolo “La morte del card. Martini, grande uomo rasente al precipizio (senza mai cadere)”.

Riguardo l’illustre biblista – apprezzato anche da una parte del mondo laico – gli uccrociati scrivono che che «in una intervista promossa a tutta pagina de “Il Corriere della Sera”, il card. Martini ha anche affermato che “la Chiesa è rimasta indietro di 200 anni”. Ed è questo il punto, la Chiesa deve rimanere indietro di 2000 anni e non solo di 200, ovvero deve permanere nella roccia della Tradizione e nell’adesione al Vangelo, senza compromessi con i cambiamenti della secolarizzazione. Per questo è l’unica istituzione di riferimento morale che è rimasta (e questo spiega il quotidiano attacco dai devoti del relativismo)».

Non si può concordare di più. Se la Chiesa tornasse indietro di 2000 anni di sicuro lo Stato italiano non dovrebbe rimettere ogni anno circa 1.000.000.000 € di 8 per mille, 500.000.000 € di esenzione Ici, 1.500.000.000 € per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, 700.000.000 € di finanziamenti alle scuole cattoliche, 12.000.000 per i giornali cattolici, 4.000.000 per l’approviggionamento idrico della Santa Sede più altre spese per un importo complessivo di circa 6.000.000.000 € (sei miliardi di euro) a carico dei contribuenti italiani ogni anno.

Se la Chiesa tornasse indeitro di 2000 anni sicuramente non potrebbe occuparsi di impedire la ricerca sulle cellule staminali embrionali, non potrebbe opporsi alla legge sul riconoscimento delle unioni civili o sul matrimonio tra omosessuali, non potrebbe bloccare le leggi sul testamento biologico o l’adozione della Ru-486, non potrebbe vietare la diagnosi sugli embrioni, non potrebbe bloccare la fecondazione eterologa, non potrebbe influenzare così pesantemente la politica italiana e via dicendo: ripensandoci – da laicista – se la Chiesa è rimasta indietro di 200 anni così come ha affermato il Cardinale Martini sarebbe meglio che facesse un passo indietro di altri 1800 anni piuttosto che uno in avanti di 200. L’Italia ne avrebbe solo da guadagnarci.

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