Giovanardi: «Berlusconi come Giolitti, Nenni, Mussolini o De Gasperi».

«Quando non ci sarà più, Berlusconi merita un francobollo. Oggettivamente Silvio ha fatto la storia dell’Italia e quindi è come Giolitti, Nenni, Mussolini o De Gasperi»: queste le parole del senatore del Pdl Carlo Giovanardi al programma radiofonico La Zanzara condotto da Giuseppe Cruciani su Radio24.
Forse – se si emettesse un francobollo su Berlusconi – ci sarebbe un duplice rischio: alcune persone lo leccherebbero dal lato sbagliato mentre altre lo sputerebbero sempre dal lato sbagliato.
Berlusconi – anche ma non solo per aver governato l’Italia per nove anni nei suoi quattro governi – certamente passerà alla storia d’Italia.
Essere parte della storia d’Italia non può essere di per sé un motivo d’orgoglio considerato che – come nel caso di Mussolini – si può passare alla storia anche per motivi di cui non essere orgogliosi: in ogni caso la storia saprà giudicare Berlusconi.
Di certo Berlusconi può sentirsi orgoglioso ad essere messo – immeritatamente – sullo stesso piano di statisti come Giolitti, Nenni o De Gasperi mentre dovrebbe (si spera) sentirsi offeso ad essere paragonato a Mussolini.
Bisogna ricordare che nel corso del ventennio fascista:

– nel solo primo semestre del 1921 le squadre fasciste assaltarono 17 tipografie, 59 case del popolo, 119 camere del lavoro, 107 cooperative, 83 leghe contadine, 141 sezioni e circoli socialisti, 100 circoli di cultura e 53 circoli operai. Le vittime degli scontri, nel solo 1921, furono circa 500 morti e migliaia di feriti,
– ci furono 42 fucilati nel ventennio su sentenza del Tribunale Speciale,
– furono comminati 28.000 anni di carcere e confino politico,
– 80.000 libici furono sradicati dal Gebel con le loro famiglie e condannati a morire di stenti nelle zone desertiche della Cirenaica dal generale Graziani,
– 700.000 abissini furono barbaramente uccisi nel corso della impresa Etiopica e nelle successive “operazioni di polizia”,
– 350.000 militari e ufficiali italiani morirono durante la Seconda Guerra mondiale,
– ci furono 45.000 deportati politici e razziali nei campi di sterminio, 15.000 dei quali non fecero più ritorno,
– ci furono 640.000 internati militari nei lager tedeschi di cui 40.000 deceduti ed i 600.000 e più prigionieri di guerra italiani che languirono per anni rinchiusi tra i reticolati, in tutte le parti del mondo,
– le vittime del soggiorno coatto furono 15.000,
– ci furono 110.000 caduti nella Lotta di Liberazione in Italia e all’estero,
– 13.000 ribelli libici uccisi tra il 1922 e il 1931 a seguito dell’opera di riconquista dell’entroterra libico (perduto a vantaggio di tali tribù) che portò alla morte di circa 13 000 ribelli libici.
– durante la seconda guerra mondiale, sul suolo italiano furono 194.000 i militari e 3.208 i civili caduti sui fronti di guerra (17.488 i militari e 37 288 i civili caduti in attività partigiana). Fuori dai confini dell’Italia, i morti furono: 9 249 militari morti in attività partigiana, 42 510 militari e 23 446 i civili morti fra i deportati nei campi di concentramento della Germania nazista e 5.927 militari caduti al fianco degli Alleati e 38 939 civili morti per i bombardamenti degli Alleati.

Di certo Berlusconi non ha i meriti di Nenni, Giolitti e De Gasperi ma – allo stesso modo – non ha i demeriti di Mussolini: meglio ricordarlo.

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