Archivio mensile:ottobre 2012

Regionali in Sicilia: il Sud contro la mafia e gli stereotipi del passato

Rosario Crocetta, 61 anni, è stato eletto governatore della Sicilia.
Di estrazione comunista, già sindaco di Gela, un forte impegno antimafia sopravvivendo addirittura a tre attentati, cattolico ma – in contrapposizione alla dottrina cattolica – omosessuale dichiarato.

Crocetta è – assieme a Nichi Vendola – il secondo governatore italiano dichiaratamente omosessuale ed entrambi sono stati eletti in regioni meridionali in aperta smentita all’idea che le regioni meridionali siano più retrograde.
Anche Michael Day sul quotidiano britannico The Independent rileva che «lo stereotipo del macho meridionale italiano sta svanendo velocemente».

Omosessualità, lotta alla mafia e stereotipi sessuali: un intreccio di tre elementi analizzati oltre che dal The Independent anche dal Corriere della Sera e dal The Guardian.
Tom Kington sul The Guardian riporta che per Crocetta – definito «cattolico devoto» – l’Italia meridionale è soprendentemente indifferente se un politico è omosessuale: «C’è un grande rispetto per l’individuo, rendendo (il sud, ndr) meno omofobo del nord».
Sempre il quotidiano britannico rileva che Crocetta ad agosto avrebbe detto ad un intervistatore: «Dopo aver lasciato la sua prigione in Inghilterra, Oscar Wilde si rifugiò a Palermo. Considerato ciò, c’è molto che le persone devono imparare sul sud d’Italia».

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Polonia: la Corte europea dei diritti dell’uomo sentenzia il diritto all’aborto in caso di stupro

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che un’adolescente polacca che è rimasta incinta dopo uno stupro avrebbe dovuto avere libero accesso all’aborto.
La ragazza, che allora aveva quattordici anni, è stato costretta ad avere un aborto clandestino dopo le molestie da gruppi pro-life che l’hanno costretta ad essere allontanata dagli ospedali.
Il giudice ha ordinato allo stato polacco di pagare l’adolescente e sua madre 61.000 euro a titolo di risarcimento.
La legge sull’aborto in Polonia è tra le più restrittive in Europa.
Gli aborti sono ammessi solo in caso di stupro, incesto o quando la vita della madre o il feto è in pericolo.
L’adolescente senza nome al centro di questo caso giudiziario rimase incinta nel 2008, dopo essere stata violentata all’età di quattordici anni.
In conformità con la legge, ha ottenuto un certificato del pubblico ministero che conferma che la sua gravidanza era a causa di rapporti sessuali illeciti. Continua a leggere

Avvenire contro Corrado Guzzanti: «I cristiani sono stanchi delle irreligiose insulsaggini in tv». Anche i laici sono stanchi delle insulsaggini religiose.

Avvenire pubblica la lettera di un lettore particolarmente offeso per uno spot trasmesso sui Rai Tre in cui il comico Corrado Guzzanti cantava il testo religioso Symbolum 77.

Questa la lettera del lettore di Avvenire.
«Caro direttore, domenica sera in attesa di “Che tempo che fa” (Rai3), mi sono imbattuto in uno scandaloso spot del signor Corrado Guzzanti. Con apparentemente “innocente”, maleducata, offensiva e sacrilega ironia “commentava” un canto religioso. Giù le mani da Gesù Cristo! “Morto per amore”, anche per il signor Guzzanti! Tutto sarà perdonato dal Figlio dell’uomo, che si è incarnato per me e per tutti, che si è beccato gli insulti, gli sputi, la croce, la morte e l’”abbandono” di Dio, l’odio di tutto il mondo per me e per il signor Guzzanti. Ma il peccato contro lo Spirito d’amore, io credo, non sarà mai perdonato. “Vivo in mezzo a noi”, sì vivo: il tempo reale è quello di Dio. Solo i dannati sono morti (legga le testimonianze a riguardo dei pastorelli di Fatima, di santa Faustina, di santa Veronica Giuliani, di Caterina da Siena, di Teresa d’Avila e di un’infinità di altre anime che si sono immolate per tanti bestemmiatori del Nome tre volte santo di Dio). “Fino a quando Tu ritornerai per aprirci il Regno di Dio”. Lui ha detto che tornerà all’improvviso come un ladro di notte. In questo disgraziato momento in cui la Terra sembra correre verso la catastrofe, non abbiamo certo bisogno degli insulti a Gesù Cristo del signor Corrado Guzzanti. Grazie alla Rai!».

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Omosessualità. Forza Nuova: «Le perversioni vanno curate». Omofobia in linea con la dottrina cattolica.

Ha creato indignazione il manifesto affisso da attivisti di Forza Nuova davanti alla sede della comunità Lgbt di Bologna: «Le perversioni vanno curate». Molte condanne per l’episodio mentre l’Italia dei valori ha chiesto – come auspicabile – lo scioglimento dei gruppi neofascisti  come Forza Nuova in base alla legge Mancino e l’approvazione di una norma contro l’omofobia.
Il movimento neofascista ha sempre avuto una posizione molto netta nei confronti dell’omosessualità e dei diritti degli omosessuali.
Basta leggere il loro programma in cui considera «crimini contro la morale, la natura e la famiglia (…) i grotteschi pseudomatrimoni omosessuali con il loro orrendo corollario delle adozioni di bambini da parte dei sodomiti».
Il programma continua: «Noi conosciamo e riconosciamo una sola famiglia, quella naturale come esiste da sempre, con i suoi ruoli interni – Padre, Madre e figli – e la sua Morale conseguente».
Perciò «Forza Nuova si schiera contro tutto ciò che minaccia la famiglia tradizionale: dalla poligamia islamica alle “regolarizzazioni” omosessuali» pensando che «Famiglia e Scuola insieme devono educare i bambini e i ragazzi al culto della Fede religiosa e dell’Amor di Patria».
Ovviamente resta un programma intriso di elementi religiosi con «l’obiettivo in campo religioso (…) di ridare Dio all’Italia e l’Italia a Dio» e «la tutela della istituzione della Famiglia naturale, l’adozione del cattolicesimo come religione di Stato, l’indissolubilità della nostra nazione e la preservazione del suo carattere cattolico».
L’opposizione al matrimonio omosessuale del movimento di estrema destra è perfettamente in linea con la dottrina ufficiale della Chiesa cattolica che si è espressa in materia con il documento «Famiglia, matrimonio e “unioni di fatto”». Continua a leggere

Sentenza terremoto de L’Aquila: i cattolici di Uccr hanno già le motivazioni della sentenza?

La sentenza del tribunale de L’Aquila che ha condannato gli scienziati della commissione Grandi rischi ha scatenato le polemiche dei media sia italiani che internazionali.
Non potevano mancare all’appello i cattolici dell’associazione Unione cristiani cattolici razionali che – con un articolo a firma di Aldo Vitale – titolano: “Sentenza terremoto L’Aquila: giudici vittime dell’ideologia scientista”.
Il signor Vitale intervenendo in merito alla sentenza vuole prendere le difese dei giudici o meglio di quelli che lui definisce «giudicini» in quanto è «meglio definirli così, mossi a tenerezza dal loro essere così sprovveduti ed indifesi, come dei pargoli di campagna, soprattutto ora che subiscono le scomuniche e gli anatemi della “chiesa” scientifica internazionale».
Secondo il signor Vitale «non sono gli scienziati vittime dei giudicini, ma sono i giudicini vittime degli scienziati» i quali «hanno condannato degli scienziati perché secondo loro, in buona sostanza, non hanno saputo far scienza, o meglio non hanno saputo far funzionare la scienza».
Quindi «I poveri giudicini che hanno emesso questa sentenza, sono, in buona sostanza, vittime della cultura odierna». Continua a leggere

Imu. “Tempi” di non preoccuparsi per la Compagnia delle opere

La questione del pagamento dell’Imu tiene sempre alta l’attenzione del mondo cattolico che – anche su pressione dell’Ue – potrà pagare il tributo per quegli immobili che si svolge attività commerciale.
Tempi – a riguardo – ha intervistato Marco Masi, presidente della Cdo opere educative, branca della Compagnia delle opere che associa circa 520 scuole non statali di ogni ordine e grado in tutta Italia.
Secondo Masi «il governo ha confermato l’esenzione degli edifici religiosi, ma l’ha confermata per gli enti (anche no profit) che svolgono attività commerciale. Ora si aspettano precisazioni su cosa si intenda per “attività con modalità non commerciali”, ci potrebbero andare di mezzo le scuole paritarie che per l’ordinamento italiano sono costrette a chiedere una retta».
Masi continua con l’idea che « l’attività scolastica di una scuola paritaria senza scopo di lucro deve essere considerata come non commerciale anche ai fini fiscali».
Resta da capire – così come afferma Masi – come si possa considerare “no profit” un ente che svolga attività commerciale. A parte ciò è condivisibile l’idea che « l’attività scolastica di una scuola paritaria senza scopo di lucro deve essere considerata come non commerciale anche ai fini fiscali».
Infatti è della stessa idea il governo Monti che – come riporta Il Sole 24 Ore – ha stabilito che sono esentate dall’Imu le scuole paritarie, gli ospedali convenzionati e le strutture ricettive che ospitano soggetti svantaggiati: a patto però di percepire rette simboliche o a titolo gratuito. Questo è quanto prevede l’art. 9, comma 6 del Dl n. 174 sugli enti locali pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 10 ottobre.
Allora per quale motivo la Compagnia delle opere si preoccupa tanto? Sarebbe bastato leggere Il Sole 24 Ore per fugare ogni dubbio.