Regno Unito. L’arcivescovo emerito di Canterbury: «Omosessuali come i nazisti».

Il progetto di David Cameron di introdurre il matrimonio omosessuale nel Regno Unito sta suscitando aspre reazioni di una parte del mondo religioso.

Alle polemiche si è unito anche Lord Carey, precedente arcivescovo di Canterbury. L’alto prelato ha detto che così come gli oppositori al matrimonio omosessuale anche gli ebrei erano chiamati all’inizio semplicemente “bigotti” dai nazisti. Per Lord Carey «quello è stato solamente il primo passo verso uno stato totalitario: dobbiamo resistergli e fare tesoro della nostra democrazia e della nostra eredità cristiana». Queste parole sono state pronunciate nel corso di una manifestazione contro l’introduzione del matrimonio omosessuale che si è tenuta a Birmingham: a questo evento hanno partecipato – secondo il quotidiano britannico The Independent – all’incirca 500 persone.

Le parole di Lord Carey hanno provocato la reazione di Ben Summerskill, attivista del movimento per i diritti gay Stonewall. Summerskill ha così commentato: «Le persone omosessuali sono ben consapevoli delle conseguenze della Shoah per ovvi motivi e quando qualcuno scende a questo livello di retorica da l’idea che non abbia argomenti molto potenti su cui contare. Lord Carey ha perfettamente diritto ad avere la sua visione e noi la rispettiamo. Questa è l’opinione di molte persone della sua generazione e noi la accettiamo ma confrontare Cameron a Hitler è solo triste, oltre ad essere del tutto inappropriato» aggiungendo «Questa discussione è già persa, questo non significa che il dibattito non sarà aspro quando sarà il momento ma sorprende che non abbiano argomentazioni più convincenti».

Le osservazioni di Lord Carey hanno suscitato le critiche anche da gruppi ebraici che hanno descritto i suoi commenti come «del tutto sproporzionati». Il rabbino Laura Janner-Klausner ha detto: «Citare la persecuzione nazista e l’Olocausto non contribuisce ad un dibattito ragionevole. La scelta delle parole di Lord Carey è profondamente deplorevole e completamente sproporzionata».

In effetti attualmente il matrimonio per coppie dello stesso sesso esiste già da anni nei Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Portogallo, Canada, Sudafrica, Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Argentina, Messico e in sei stati USA e non sembra affatto che in questi stati ci sia una deriva totalitaria.

Nel dibattito esistente nel Regno Unito stanno facendo sentire la loro voce molte persone dello star-system.
Il popolare attore britannico Stephen John Fry ha ricordato che la parità dei diritti per le coppie gay non lede la libertà religiosa perché nessuno può imporre un sacerdote a sposare una coppia omosessuale in Chiesa a meno che non sia lo stesso sacerdote a volerlo. Infatti – ricorda Fry – la Chiesa non ammette di sposare le persone che sono divorziate e mai nessuno ha mai imposto o preteso il matrimonio religioso per i divorziati.
In effetti – secondo Stephen Fry – introdurre il matrimonio religioso è proprio una questione di libertà religiosa ricordando come alcune confessioni come i Quaccheri, i Congrezionalisti, gli Unitariani o alcuni liberali di fede ebraica sono estremamente sensibili sul matrimonio gay e pensano che la loro comunione non possa essere completa se non include il matrimonio per persone dello stesso sesso perché credono nella giustizia sociale e nell’eguaglianza.

Anche il leggendario musicista Elton John è intevenuto con un commento sul The Independent. Queste le parole di Elton John: «Conosco molte persone, soprattutto religiose, che direbbero che David ed io dovremmo ritenerci fortunati di vivere in un paese che permette le unioni civili, e farla finita lì. Nella maggior parte dei paesi del mondo, i gay non solo non hanno il diritto di stare assieme giuridicamente, ma vengono addirittura perseguitati dai governi a causa della loro sessualità. Forse dovremmo essere contenti che abbiamo almeno una unione civile, e non chiedere troppo.
Beh, io non accetto questo. Io non lo accetto perché c’è una grande differenza tra il chiamare qualcuno il vostro “partner” e chiamarlo il tuo “marito”. “Partner” è una parola che deve essere mantenuta per persone che giocano assieme a tennis o lavorano a fianco nel mondo degli affari. Non è una parola che si avvicina a descrivere l’amore che ho per David, e lui per me. Al contrario, “marito” lo è. Un “marito” è una persona che si custodisce per sempre, per cui si dovrebbe rinunciare a tutto, che si ama in salute e in malattia. Fino a quando la legge non riconosce David Furnish come mio marito, e non solo il mio compagno, la legge non riconosce l’uomo che conosco e adoro.
Ma naturalmente non si tratta di me e David. Si tratta di qualcosa di molto più grande di noi, qualcosa che ci precede da secoli e proseguirà per secoli dopo: questa è una lotta per l’uguaglianza».

Ad ogni modo David Cameron sembra intenzionato ad affrontare le opposizioni di una parte del suo partito ed avrebbe detto ai suoi ministri di dare priorità all’introduzione del matrimonio omosessuale in modo da arrivare ad una legge nel più breve tempo possibile.
Il vice primo ministro Nick Clegg ha già detto che il progetto non sarebbe stato ritirato ed ha descritto l’idea che risanare l’economia e garantire maggiore parità di diritti siano aspetti che si escludono a vicenda come «spazzatura assoluta» dicendo che è «una sciocchezza a cui questo governo non si piegherà».

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2 pensieri su “Regno Unito. L’arcivescovo emerito di Canterbury: «Omosessuali come i nazisti».

  1. Rebecca o semplicemente Pif

    Io personalmente sono per la libertà sessuale, se ovviamente si tratta di persone adulte… poi quello che pensa la chiesa a me non importa tanto.. Pif

    Rispondi
    1. Cagliostro Autore articolo

      Anche a me non importa quello che pensa la Chiesa però purtroppo interessa a molti dei nostri politici che prendono decisioni per noi: è questo il problema.
      La situazione è diversa nel Regno Unito dove il progetto di introdurre il matrimonio omosessuale è sostenuto da un governo conservatore (sembra un paradosso) in indipendenza con il pensiero della Chiesa.

      Rispondi

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