L’Osservatore Romano recensisce l’ultimo di James Bond: l’organo della Santa Sede come il Rolling Stone Magazine?

È conosciuto per la violenta punizione che riserva ai suoi nemici, non pensando per niente a come impartisce la giustizia per conto della regina e del paese sparandoli, accoltellandoli o fulminandoli prima di pronunciare una battuta secca sui loro cadaveri. Così si potrebbe immaginare che l’approccio di James Bond al perdono non abbia molto in comune con la Chiesa cattolica.

Ma il quotidiano del Vaticano ha trascurato tali sottigliezze e ha dato una recensione delirante a Skyfall, l’ultimo film di Bond, sostenendo che si presenta con un nuovo lato introspettivo del agente britannico, pieno per fortuna della dose abituale di luoghi esotici e «Bond girls molto belle».

L’Osservatore Romano ha cercato recentemente di stare al passo con i tempi, lodando film cult come i Blues Brothers, lodando Bob Dylan e pubblicando un supplemento per le donne da quando il papa ha detto direttore, Gian Maria Vian, di ravvivare il quotidiano che ha 151 anni.

Ma la sua recensione di Skyfall, che lo ha pubblicato nell’edizione di mercoledì a fianco della copertura del 500° anniversario della Cappella Sistina, la nomina di nuovi vescovi in Perù e nelle Filippine, e la gradita notizia che il numero dei cattolici stanno aumentando in Irlanda, porta il giornale a nuovi limiti.

«Per celebrare i cinquant’anni dell’agente segreto più famoso al mondo, omaggiato nientemeno che dalla regina Elisabetta all’olimpiade londinese, ci voleva un film all’altezza», ha scritto il giornale nella sua recensione, uno dei cinque articoli che ha dedicato a Bond.

«Skyfall non delude le attese: il 23° capitolo è uno dei meglio riusciti della più longeva saga cinematografica della storia», afferma, aggiungendo che il film «non manca nessuno degli ingredienti classici che hanno reso leggendario James Bond: l’accattivante canzone sui titoli di testa, azioni adrenaliniche e inseguimenti mozzafiato ben oltre il realismo, ambientazioni esotiche, bellissime bond girls, il cattivissimo di turno, ma anche l’immancabile Vodka Martini».

Per stuzzicare la voglia di vescovi, sacerdoti e cardinali a vedere Skyfall, il giornale riportata l’analisi della trama mozzafiato, ammirando lo scontro generazionale che «è la chiave del film».

Daniel Craig, che ha sostenuto in Casino Royale che preferiva fare sesso con donne sposate, è ritenuto «sempre più convincente», nella sua ultima apparizione, mentre Judy Dench è «perfetto» come M.

Javier Bardem, è descritto come straordinario «all’altezza di Goldfinger, Dr. No e Rosa Klebbs», anche se non si parla del sentire omoerotico che da al suo personaggio.

Lo stesso Bond è meno cliché, «meno attratto dai piaceri della vita, molto più cupo e introspettivo, meno invulnerabile fisicamente e psicologicamente, e per questo più umano, capace persino di commuoversi e piangere: in una parola, più reale».

In sintesi, la recensione dichiara: «Niente sarà più come prima sul grande schermo di James Bond».

Un pezzo di sfondo sull’ultimo di Ian Fleming con la vasta copertura de L’Osservatore Romano, che si conclude con un focus sulle colonne sonore di Bond, profondendo lodi sul tema di Bond di Monty Norman.

E in un elogio abbastanza eloquente per fare singhiozzare qualsiasi sacerdote nella sua bibbia, loda i «due minuti di musica durante la leggendaria sequenza della canna di fucile che evoca un mondo di smoking impeccabili, cocktail, casinò, ville di lusso, femme fatale e auto di grossa cilindrata».

Traduzione dell’articolo del The Guardian “Vatican paper’s James Bond review shakes (not stirs) its religious image”

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