Archivi categoria: Sessualità

Anche con un poco di zucchero alla Chiesa la pillola non va proprio giù.

I metodi contraccettivi non hanno mai riscosso l’approvazione della Chiesa cattolica: una vera e propria guerra persa almeno in Italia dove la maggioranza delle persone non considera immorali gli anticoncenzionali.
Se in Italia poche possibilità ci sarebbero di bloccare la pillola del giorno dopo, in Bolivia il segretario generale della Conferenza Episcopale Boliviana Eugenio Scarpellini ha chiesto al governo di eliminare la vendita della pillola del giorno dopo perché non potrebbe essere considerata un contraccettivo.
Anche in Italia da parte del mondo cattolico la pillola del giorno dopo non è considerata un contraccettivo ma un “intercettivo” così come spiega Anna Fusina su Zenit, l’agenzia di stampa dei Legionari di Cristo. L’intercezione sarebbe «una tecnica che intercetta l’embrione rendendone impossibile l’annidamento nella parete uterina» e perciò non avrebbe «un effetto contraccettivo, ma antinidatorio, cioè abortivo». Un paragone tra contraccezione ed aborto condiviso, sempre su Zenit, da Elisabetta Bolzan secondo cui «anche la contraccezione di emergenza può provocare l’uccisione di un concepito» e per cui «il criterio di decisione che porta alla diffusione della contraccezione d’emergenza e al suo utilizzo è dunque il desiderio che una donna, una coppia hanno o meno nei confronti del figlio, ideale o reale che sia, sopprimendo di conseguenza l’oggettività che si è di fronte a una vita umana». Continua a leggere

Ai cattolici la legge 40 fa paura che fa novanta.

La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge 40 nella parte che proibisce il ricorso alla fecondazione eterologa con il seme di un donatore esterno: una sentenza che ha scosso il mondo politico.
L’area cattolica era scesa in campo ancora prima della pronuncia della Consulta e Carlo Casini (Movimento per la Vita), Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello (Scienza & Vita) e Francesco Belletti (Forum delle associazioni familiari) avevano offerto le loro riflessioni al giornale dei vescovi italiani Avvenire sul perché doveva rimanere in vigore il divieto di ricorrere alla fecondazione eterologa.
Subito dopo la sentenza uno dei primi ad intervenire è stato il senatore Carlo Giovanardi che ha parlato di un «colpo alla democrazia italiana» sminuendo il ruolo della Corte Costituzionale che sarebbe, per il politico cattolico, solo un organo formato da «quindici signori che hanno le loro idee ed i loro orientamenti ideologici».
Se tutto sommato è stato pacato il commento della Conferenza episcopale italiana, Famiglia Cristiana ha invece titolato sul suo sito «Ultima follia italiana». Continua a leggere

La pedofilia è un orientamento sessuale come l’omosessualità? Altra bufala in salsa cristiana.

American Psychiatric AssociationNel 1973 l’American psychiatric association (Apa) ha cancellato l’omosessualità dal suo elenco delle malattie mentali, il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders: una scelta che non è mai piaciuta al mondo cattolico che ancora continua a ripetere che è stata una decisione adottata per motivi non scientifici.
Nel vano tentativo di associare l’omosessualità alla pedofilia molte fonti riportano che l’Apa avrebbe deciso di classificare la pedofilia come “orientamento sessuale” eliminandola dal novero delle malattie così come era avvenuto per l’omosessualità nel 1973.
“Pedofilia, 50 anni fa era una ‘malattia’. Da quest’anno per gli psichiatri americani è un ‘orientamento sessuale'”: così titola Tempi in un articolo firmato da Benedetta Frigerio secondo cui «L’associazione degli psichiatri americani (Apa) ha scritto nel suo ultimo manuale che la pedofilia, “il desiderio sessuale verso i bambini è un orientamento” come gli altri». La giornalista aggiunge: «La decisione denunciata dall’Associazione della famiglia americana (Afa) va così a completare un lungo percorso di sdoganamento cominciato già negli anni Cinquanta». Continua a leggere

Il Movimento per la vita: “L’aborto? Colpa dei libri scolastici e della televisione”.

La relazione del ministero della Sanità sull’attuazione della legge 194 del 1981 che regolamenta l’interruzione di gravidanza ha ovviamente provocato la reazione del mondo cattolico: una reazione tutto sommato timida considerando che il numero degli aborti è in forte calo.
Su Avvenire interviene il presidente del Movimento per la vita Carlo Casini: «La relazione ministeriale sugli aborti in Italia fa sorgere due domande. La prima: i numeri sono completi? Lo sono certamente per quanto riguarda le Ivg ospedaliere, ma sono completi anche se il criterio di giudizio riguarda la distruzione di vite umane incipienti? Se seguiamo questo secondo criterio bisogna tener conto degli effetti prodotti dall’inconoscibile aborto chimico (400 mila confezioni di pillola del giorno dopo vendute ogni anno) e del persistere dell’aborto clandestino classico di cui qualche episodio giudiziario fa ogni tanto emergere». Casini forse confonde l’aborto chimico (praticato con la pillola abortiva Ru-486) con la pillola del giorno dopo che, secondo quanto afferma l’Organizzazione mondiale della sanità, è inefficace dopo l’ovulazione e non provoca l’aborto. Quindi se si dovesse considerare “abortiva” la pillola del giorno dopo, bisognerebbe considerare tale ogni sistema di contraccezione compreso il preservativo.
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La California vieta le “terapie riparative” ed in Italia i cattolici se la prendono con le leggi contro l’omofobia.

Massimo IntrovigneCome riporta il New York Times, la Corte d’appello federale degli Stati Uniti ha accolto il divieto previsto da una legge dello Stato della California di “curare” i minori omosessuali con le cosiddette “terapie reparative”, ossia quei discussi trattamenti terapeutici del controverso psicologo americano Joseph Nicolosi che porterebbero i pazienti sulla strada dell’eterosessualità. L’efficacia di questi metodi è molto dubbia come prova un report dell’Apa (American Psychological Association) che dimostra anche come, in alcuni casi, queste terapie causino stress, depressione ed un maggior tasso di suicidi alle persone che si sottopongono.

La Corte d’Appello Federale ha dovuto stabilire se il divieto di queste terapie (introdotto anche nel New Jersey ed in Brasile) fosse lesivo del Primo Emendamento che protegge la libertà d’espressione. Secondo la Corte: «Il primo emendamento non impedisce ad uno Stato di disciplinare le terapie anche quando tali terapie vengono compiute solo con discorsi».

Sempre negli Stati Uniti recentemente ha chiuso i battenti, con un pubblico “mea culpa” in cui si riconoscevano i propri errori, Exodus, organizzazione cristiana con 37 anni di attività nel “riparare” gli omosessuali.

In Italia il mondo cattolico non si è quasi accorto di questa notizia tranne per un articolo del sociologo Massimo Introvigne sulla Nuova Bussola Quotidiana. Secondo il sociologo cattolico «la Corte d’Appello del Nono Circuito stabilisce un principio molto pericoloso (….) e cioè che le leggi e i tribunali hanno il diritto di rendere obbligatoria un’ortodossia scientifica stabilita dai gruppi maggioritari – o che si presentano come maggioritari – in una determinata branca della scienza». Continua a leggere

Il cattolico e repubblicano governatore del New Jersey Chris Christie vieta le “terapie riparative” per gli adolescenti gay

Chris_Christie_Governor_of_New_JerseyDopo la California anche il New Jersey ha messo al bando le terapie riparative sugli omosessuali ossia quei trattamenti terapeutici del discusso psicologo americano Joseph Nicolosi che hanno lo scopo di far diventare eterosessuali gli omosessuali.
A firmare il divieto di tali pratiche sugli adolescenti è stato il governatore dello Stato, il repubblicano Chris Christie, uno dei prossimi candidati di area moderata per il Partito Repubblicano per le presidenziali del 2016. Secondo Christie i rischi per la salute del bambino a cui si cercherebbe di cambiare l’orientamento sessuale, così come ha evidenziato l’American Psychological Association, sono superiori al diritto di scelta dei genitori riguardo le cure mediche per i propri figli.
Così come sottolinea il New York Times questo bando potrebbe incontrare la critica di ambienti conservatori cristiani molti influenti in Stati come Iowa e South Carolina e questo potrebbe essere determinante per la corsa alla Casa Bianca dell’attuale governatore del New Jersey.
Il disegno di legge che vieta tali pratiche, che ha ricevuto l’appoggio “bipartisan” sia di Repubblicani che di Democratici, era stato presentato dal deputato democratico Tim Eustace (dichiaratamente omosessuale) che ha definito le terapie di conversione come «una forma insidiosa di abuso sui minori».
Nel firmare il bando, Christie – che è di fede cattolica – ha ribadito la sua convinzione che le persone nascono gay e l’omosessualità non è un peccato, una posizione che aveva già espresso in un’intervista del 2011 alla Cnn. In questo modo Christie si pone in antitesi con la Chiesa cattolica secondo cui gli atti omosessuali sono peccati. Continua a leggere

Morire di aborto clandestino: in India succede dodici volte al giorno.

Ogni due ore una donna indiana muore a causa di un aborto praticato in condizioni non sicure: queste sono le allarmanti cifre pubblicate dal Time che riprende i dati della World Health Organization.
Circa 20 milioni sarebbero le donne che ogni anno rischiano la vita per interruzioni di gravidanza condotte in condizioni antigieniche da operatori non qualificati o professionisti che ricorrono a mezzi tradizionali e rudimentali.
Secondo la dottoressa Gilda Sedgh del Guttmacher Institute, un centro per la salute delle donne, circa la metà degli aborti praticati in tutto il mondo sono realizzati in condizioni non sicure.
Le cifre ufficiali registrano 620.472 aborti praticati nel 2012 in India ma secondo alcuni esperti il vero numero potrebbe arrivare addirittura a sette milioni, due terzi dei quali realizzati in strutture sanitarie non autorizzate. Molti di questi aborti sono eseguiti su donne sposate che non sono in grado di accedere alla contraccezione e non possono recarsi in un ospedale autorizzato.
Il Time sottolinea come l’alto numero di donne morte per aborti non sicuri potrebbe sorprendere ma lo stupore diminuisce non appena si entra negli ospedali delle aree rurali che spesso non sono altro che «strutture scheletriche in mattoni con tetti di lamiera e sporadica fornitura di energia elettrica» in cui le donne «si trovano su vecchie barelle o letti se sono disponibili ed altrettanto spesso si coricano per terra in stanze scure su pavimenti sporchi di fango e sangue». Meno del 20 per cento di questi centri forniscono servizi di aborto costringendo molte donne delle aree rurali a cercare alternative. Lo stesso governo non s’impegna molto per migliorare la situazione sanitaria e l’India spende ogni anno solo il 3,9 per cento del suo Pil per la spesa sanitaria al pari di Stati come il Gabon e la Repubblica Centrafricana. Continua a leggere

Negli Usa pillola dei tre giorni dopo venduta senza limiti di età e prescrizione medica

Plan B One-StepDietrofront dell’amministrazione Obama che ha deciso di non opporsi più a restrizioni sulla vendita della “pillola dei tre giorni dopo” e perciò ogni donna, senza più limiti di età, potrà comprare la Plan B One-Step in farmacia senza bisogno della prescrizione medica: questa pillola impedisce il concepimento se assunta entro 72 ore dal rapporto sessuale.
La pillola del giorno dopo contiene una dose più alta di ormone femminile  progesterone rispetto a normali pillole anticoncezionali. Prendendola entro 72 ore dallo stupro, la rottura del condom o semplicemente da un rapporto sessuale non protetto può ridurre le possibilità di gravidanza fino all’89 per cento ma funziona meglio entro le prime 24 ore. Se una ragazza o una donna è già incinta, la pillola, che impedisce l’ovulazione o la fecondazione di un uovo, non ha alcun effetto.
Negli ultimi mesi il Dipartimento di Giustizia americano si era opposto ad alcune sentenze della Corte Distrettuale degli Stati Uniti che avevano ordinato alla Food and Drug Administration (Fda) la vendita della pillola senza bisogno della ricetta medica. L’amministrazione Obama si era opposta a questa decisione ma in una lettera inviata lunedì al giudice della Corte Distrettuale Edward R. Korman della Corte Distrettuale hanno comunicato che rispetteranno questa sentenza e prepareranno un piano per conformarsi a quanto stabilito dal giudice Korman: se questi accetterà il piano proposto il dipartimento ritirerà il ricorso presentato ad aprile. Continua a leggere

Usa: educazione sessuale ed accesso ai contraccettivi salvano gli adolescenti da gravidanze indesiderate

Sono in netto calo negli Stati Uniti le gravidanze tra gli adolescenti confermando un trend che dura ormai da vent’anni: a rivelarlo è il prestigioso settimanale Time prendendo come riferimento uno studio dell’U.S. Center for Disease Control and Prevention (CDC).
Le gravidanze tra gli adolescenti – dal 2007 al 2011 – sono diminuite almeno del 15 per cento in quasi tutti gli Stati (nel West Virginia e nel North Dakota non ci sono stati cambiamenti significativi): negli Stati dell’Arizona, del Colorado, dell’Idaho, del Nevada e dello Utah il tasso di gravidanze adolescenziali si è ridotto addirittura del 30 per cento.
Nel 2011 il tasso di gravidanze adolescenziali (ossia gravidanze comprese tra i 15 ed i 19 anni) si è attestato a 31,1 nascite ogni mille adolescenti con un calo del 25 per cento rispetto al 2007 quando, su 1000 adolescenti, il 41,5 aspettava un bambino: il tasso registrato nel 2011 è il più basso mai rilevato dal Cdc.
Secondo Bill Albert, direttore della campagna nazionale per prevenire le gravidanze adolescenziali ed indesiderate, la risposta a questi risultati nasce da una combinazione di meno sesso e più contraccezione. Aggiunge: «Gli adolescenti hanno un maggior numero di metodi di contraccettivi da scegliere e l’assortimento di metodi contraccettivi non è stato mai talmente vasto». Continua a leggere

Genitori gay. Dietrofront di Mark Regnerus che ammette gli errori del suo studio.

Alla fine è arrivata la stessa ammissione di Regnerus: «Non avevo idea sull’orientamento sessuale delle persone che ho analizzato».
Procediamo per gradi.
Negli Stati Uniti aveva suscitato polemiche una ricerca condotta dal sociologo Mark Regnerus dell’Università del Texas pubblicata dal Social Science Research secondo cui «se i genitori sono omosessuali, i figli adolescenti pensano di più al suicidio, sono più spesso disoccupati e seguiti dall’assistenza pubblica». Questa ricerca era stata ripresa anche da Avvenire oltre che nella galassia dei blog di fondamentalisti cattolici (Uccr e Pontifex in primis).

Sulla ricerca di Regnerus c’erano molti dubbi: prima di tutto aveva ricevuto un finanziamento di 800mila dollari da parte delle associazioni conservatrici Witherspoon Institute e Bradley Foundation.
Il Witherspoon Institute ha stretti legami con l’universo delle associazioni contrarie ai diritti degli omosessuali. Robert George – membro senior del Witherspoon Institute – è presidente emerito della National Organization for Marriage: un’associazione che si batte contro la legalizzazione delle coppie dello stesso sesso e contro la possibilità di adozione da parte delle coppie omosessuali.
Lo stesso Robert George è inoltre un advisor della Catholic League for religious e civil rights: un’associazione radicale cattolica che con la sua attività si oppone – tra l’altro – al riconoscimento delle coppie omosessuali.
Luis Tellez – presidente del Witherspoon Institute – è anche un membro del consiglio di amministrazione della National Organization for Marriage.
Lo stesso Bradford Wilcox – direttore del Programma “Famiglia, matrimonio e democrazia” presso il Witherspoon Institute che ha finanziato lo studio di Regnerus – è anche membro del comitato redazionale del Social Science Research che ha pubblicato lo studio di Regnerus: un piccolo conflitto d’interessi.

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Dichiarazione soprendente del Movimento per la vita: «il calo degli aborti legali fa temere un aumento di quelli illegali».

La relazione annuale sull’interruzione di gravidanza ha confermato la diminuzione degli aborti rispetto all’anno precedente in linea con un trend iniziato dal 1982.
Le cifre dovrebbero far ben sperare ma non è così per il Movimento per la vita che ha presentato a Montecitorio il suo “Esame critico della Relazione ministeriale dell’8 ottobre 2012 contenente dati preliminari 2011 e dati definitivi 2010”.
Nel rapporto del Mpv si esprimono dei dubbi sulla diminuzione degli aborti illegali la cui diminuzione «non è possibile controllare e che comunque partono dal presupposto (evidenziato in qualche precedente Relazione) che se diminuiscono gli aborti legali devono diminuire anche quelli illegali». Nel rapporto si considera che «tale presupposto è irragionevolissimo, perché, anzi, si può presumere che proprio il calo numerico delle Ivg legali fa temere un aumento di quelle illegali».
Il ragionamento del Movimento per la vita è condivisibile: in effetti una donna che voglia accedere all’aborto e che sia impossibilitata di poterlo fare legalmente (magari per la presenza di medici obiettori) ricorrerà ad aborti illegali (ed insicuri). Continua a leggere

Time. Ferguson: “Perché vietare le terapie riparative può essere più un male che un bene”.

Il 29 settembre, Jerry Brown ha firmato la legge una terapia legge che viete le presunte “cure” per i minori nello stato della California. Brown aveva precedentemente twittato che queste pratiche, conosciute come terapie di conversione, «non hanno alcun fondamento nella scienza della medicina ed ora saranno relegate nella pattumiera della ciarlataneria». Quasi subito dopo la firma della legge, un gruppo cristiano chiamato Pacific Justice Institute ha citato in giudizio lo Stato, affermando che il divieto era una violazione della libertà di parola e di rapporti privati tra i giovani, le famiglie e i loro terapeuti. La legge è uno sforzo utile per proteggere i minori o è una intrusione dello stato in una questione intima e privata?

Entrambi, forse. In primo luogo, dovrebbe essere chiaramente indicato che la ricerca empirica a sostegno l’efficacia di questa forma di terapia è debole, nella migliore delle ipotesi. Una relazione del 2009 della task force per l’American Psychological Association ha concluso che gli sforzi per cambiare terapeuticamente l’orientamento sessuale non funzionano, e portano rischi significativi di ulteriori danni. Accettare il comportamento omosessuale non è più dannoso che accettare il comportamento eterosessuale, ma instillare o rafforzare nei pazienti la visione che il loro orientamento sessuale sia sbagliato può provocare danni psicologici. Al di fuori dei conservatori religiosi, possono essere trovati pochi difensori della terapia di conversione.

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Usa: la riforma sanitaria di Obama salva la vita ed anche i conti pubblici

La riforma sanitaria di Obama è osteggiata dalla destra e dalle organizzazioni religiose anche per la disposizione che prevede che i datori di lavoro debbano offrire la copertura sanitaria della contraccezione alle proprie dipendenti.
Una vittoria per la riforma Obama viene dalla Corte Federale: il giudice Carol E. Jackson (un giudice nominato da George H. W. Bush) ha stabilito che la riforma sanitaria non lede la libertà religiosa.
Un altro assist alla riforma sanitaria viene da uno studio dell’Università di St. Louis pubblicato su Obstetrics & Gynecology (la pubblicazione ufficiale della American College of Obstetricians and Gynecologists) sembra dare ragione ad Obama confermando che la fornitura gratuita di contraccettivi contribuisce a ridurre drasticamente il numero delle gravidanze indesiderate e degli aborti.
I ricercatori dell’università hanno fornito contraccettivi gratis a più di 9.000 donne dai 14 ai 45 anni dell’area di St. Louis: questa azione ha provocato un drastico calo degli aborti nell’area che sono diminuiti sino al 78% con un tasso di gravidanze adolescenziali del 6,3 per mille contro una media nazionale del 34,3 per mille.
In base al CDC’s National Survey of Family Growth tra il 2006 ed il 2008 circa il 49% delle gravidanze negli Usa non erano state programmate: di queste il 43% sono state interrotte con un aborto.
Questo tema può essere molto importante nella sfida elettorale tra Obama e Romney: infatti uno studio del 2011 ha rilevato che i contribuenti americani pagano circa 11 miliardi di dollari ogni anno per le gravidanze indesiderate mentre fornire un contraccettivo sottocutaneo reversibile con una durata di tre anni costa solo alcune centinaia di dollari. Continua a leggere

Avvenire: “Disturbati i figli dei gay”. Per la comunità scientifica sono solo “bullshit”.

Il giornale dei vescovi Avvenire ha pubblicato un articolo di Bice Benvenuti (“Adozioni ai gay? Figli disturbati”) sulle adozioni alle coppie omosessuali.
Nell’articolo si riporta l’opinione del dott. Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps): «Siamo preoccupati perché i media parlano dell’argomento con troppa leggerezza. Invece l’argomento è molto delicato e andrebbe valutato con maggiore rigore scientifico, soprattutto per le ripercussioni che comporta sulla crescita e lo sviluppo del bambino».
Giuseppe Di Mauro è un pediatra e risulta molto difficile credere che avere dei genitori omosessuali possa comportare un deficit nello sviluppo fisico.
Si potrebbe obiettare che una coppia di genitori dello stesso sesso non è l’ambiente idoneo allo sviluppo psicologico del bambino (sviluppo psicologico che di certo non è di competenza dei pediatri) ma l’Associazione italiana di psicologia ricorda che «le affermazioni secondo cui i bambini, per crescere bene, avrebbero bisogno di una madre e di un padre, non trovano riscontro nella ricerca internazionale sul rapporto fra relazioni familiari e sviluppo psico-sociale degli individui» ed inoltre «non sono né il numero né il genere dei genitori – adottivi o no che siano – a garantire di per sé le condizioni di sviluppo migliori per i bambini, bensì la loro capacità di assumere questi ruoli e le responsabilità educative che ne derivano».

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TIME. Educazione sessuale nel Mississippi: una nuova legge abbasserà i tassi di gravidanza tra i teenager?

Durante i suoi quattro anni Ashley McKay ha frequentato la Rosa Fort High School a Tunica, Mississippi. La sua educazione sessuale consisteva principalmente in un istruttore che elencava le diverse malattie sessualmente trasmissibili. «Non c’era nessun piano di studi», dice. «L’insegnante, un vecchio signore che è stato anche l’allenatore di calcio, ci direbbe, “Se l’AIDS, stai per morire. Scegli la tua bara, perché stai per morire”».

La tattica per spaventare ha fallito. Parti minorili sono stati eventi frequenti durante il suo tempo a Rosa Fort. McKay, ora 24 anni e direttore esecutivo dell’associazione no-profit Tunica Teens Action, dice che tra i 15 e i 20 studenti (incluse le ragazze) di 106 studenti presenti nella suo corso di laurea hanno già avuto dei figli. Marilyn Young, il presidente del consiglio d’istituto del distretto, ha convenuto che il distretto non aveva alcun accesso formale ad insegnare l’educazione sessuale quando McKay era una studente, un vuoto che lei e gli altri stanno lavorando duramente per cambiare.

Situata nell’angolo nord-occidentale del Mississippi, la Contea di Tunica ha registrato il più alto tasso adolescenziale di nascite nello stato negli ultimi anni, secondo i dati del Mississippi State Department of Health. Lo Stato, nel frattempo, ha sempre il più alto tasso di natalità adolescenziale nel paese. Nel 2011, nel Mississippi 55 su 1.000 ragazze hanno dato alla luce un bambino, a fronte di un minimo di 16 per 1000 nel New Hampshire.

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Comunione e Liberazione e coppie gay: poche idee e molto confuse….

Come il Giro d’Italia a maggio, Miss Italia a settembre ed il Festival di Sanremo a febbraio, ad agosto non può mancare (come le zanzare) il meeting dei cattolici di Comunione e Liberazione e la solita sfilata di prelati e politici.
La giornalista di Repubblica Giulia Foschi è andata a chiedere cosa i ciellini ne pensano delle coppie gay e del matrimonio omosessuale.
Certamente chiedere ad un ciellino cosa ne pensa dell’omosessualità è come andare a chiedere ai tifosi della Juve cosa ne pensino dell’Inter e viceversa ma è sorprendente la qualità delle risposte ricevute.

Un ciellino afferma che le coppie gay sono “un male per l’umanità”. Ad essere obiettivi le coppie gay esistono dalla notte dei tempi e non mi sembra che abbiano creati – in questi “pochi” millenni – tanti sfaceli. Invece il sistema di potere creato dal ciellino Formigoni su cui sta indagando la magistratura, forse non sarà un “male per l’umanità” ma di sicuro sarà un male per il nostro Paese.
Un altro ciellino afferma che sono “un rischio per l’avanzamento della specie”.
Se si considera che l’omosessualità è presente – come detto – dalla notte dei tempi e l’umanità ora è più numerosa (forse troppo) che mai, forse questo rischio non è molto fondato. Inoltre allo stesso modo si potrebbe obiettare che se – in una situazione veramente ipotetica – tutti gli uomini e le donne decidessero di diventare preti e suore, l’umanità sarebbe destinata all’estinzione.

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Bagnasco e Paglia a favore dei vescovi francesi contro il matrimonio gay

L’iniziativa dell’arcivescovo di Parigi André Vingt-Trois, di mandare a tutte le diocesi una preghiera contro i matrimoni gay e le adozioni omoparentali da recitare il giorno di Ferragosto, ha fatto molto discutere in Francia.

Questa iniziativa si è risolta in un flop –  così come riporta Le Mondema Bagnasco ha condiviso ed esultato per il gesto voluto dal suo collega transalpino.

Dalle pagine di Avvenire, Bagnasco ha affermato che «In Italia il valore (della famiglia, ndr) è lo stesso, perché quando un valore è universale vale per ogni situazione. Quindi auspichiamo, anche noi, che sia mantenuta ferma questa base, questa cellula fondativa della società che garantisce non soltanto la vita (delle nuove generazioni) ma un educazione completa e solidale delle nuove generazioni».
Se Bagnasco – riferendosi alla famiglia – pensa alla famiglia fondata sul matrimonio, dovrebbe considerare che – come rileva l’Istat nella ricerca “Il matrimonio in Italia: un’istituzione in mutamento” attualmente il 15% dei bambini nasce fuori dal matrimonio: quasi il doppio rispetto a dieci anni fa.

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Cattolici Uccr: “non serve legalizzare le unioni gay”. L’opinione della Consulta.

Il blog uccrociato ci delizia con un’altro articolo dal titolo Nuovo studio: matrimoni gay più instabili e probabili al divorzio.

Il succo dell’articolo è molto semplice: le coppie omosessuali divorzierebbero più facilmente e quindi c’è il dubbio se varrebbe la pena regolamentare delle unioni che sono destinate a fallire. L’ipotesi non è da buttar via e vale la pena di essere approfondita.

Gli uccrociati riportano la notizia che – dopo l’approvazione del matrimonio omosessuale da parte dello stato di New York «gli impiegati nel business dei matrimoni della Grande Mela si sono lamentati per il flop rispetto alle aspettative». Gli uccrociati hanno spesso dato segnali tangibili di avere qualche problema di lettura e di analisi e credo che i sintomi stiano diventando sempre più preoccupanti.
Prima di tutto – tra i motivi per cui introdurre il matrimonio omosessuale – certamente non rientra la soddisfazione economica degli operatori nel settore dei matrimoni: i risvolti economici dell’introduzione dei matrimoni omosessuali – seppur da considerare – sono secondari ed ininfluenti.
Inoltre – aprendo il link di Agenza Radicale (strano che gli uccrociati condividano una notizia dei Radicali) a cui si riferisce Uccr – si legge qualcosa di diverso: si legge che «non è chiaro, infatti, quanti abbiano beneficiato dell’apertura newyorkese in parte perché le coppie che si sposano non sono tenute a specificare il proprio sesso» (mi sembra un po’ strano che non si debba specificare il sesso).
Sebbene Agenzia Radicale affermi che non sia facile sapere quante coppie abbiano beneficiato dell’apertura dello Stato di New York, secondo Ansa (che forse è un po’ più affidabile di Agenzia Radicale) in un anno sono state concesse 8.200 licenze matrimoniali omosessuali con un impatto economico di 259 milioni di dollari e lo stesso sindaco Michael Bloomberg ha affermato che «la parità nel matrimonio ci ha reso un città piu’ aperta e libera, e ci ha aiutato a creare posti di lavoro».
Francamente è molto strano che gli uccrociati condividano una notizia dei Radicali (per cui ovviamente non hanno molta simpatia) che presenta in maniera negativa gli effetti economici dell’introduzione del matrimonio omosessuale mentre ignorano la più accreditata Ansa che invece offre – con le stesse parole del sindaco Bloomberg – dei risvolti positivi anche dal punto di vista economico ed occupazionale.

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Omosessualità: esiste un diritto alle “terapie riparative”?

Su alcuni organi cattolici di informazione sovente sono pubblicate storie di ex-gay ossia persone che sono passate da una condizione di omosessualità ad una di eterosessualità.
Queste storie non sono confinate solo a blog integralisti e folcloristici di cattolici fanatici come pontifex.roma o uccr ma – alle volte – trovano spazio anche su tempi.it (l’organo di Comunione e Liberazione): sono quindi voci da non sottovalutare.
È palese che in questi tempi si sta acuendo l’atavico scontro tra il mondo cattolico e quello laico: scontro acuito da temi come il matrimonio omosessuale, gli scandali del Vaticano, i finanziamenti alla scuola cattolica, etc.

Nel dibattito presente sulle terapie riparative spesso compaiono termini come “libertà di cura” e “libertà individuale”.
Da una parte del mondo cattolico (che non ha mai incontrato la riprovazione ufficiale della Chiesa) si sostengono le “terapie riparative” di Nicolosi in nome della “libertà di cura” della persona o – più genericamente – della libertà individuale.

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Uccr e sessualità: problemi di lettura o tendenza ad inventarsi le notizie?

I soliti uccrociati ci regalano la solita uccretinata in materia di sessualità.
Questa volta l’occasione viene data dall’articolo Aumentano malattie sessualmente trasmissibili, fallimento del condom.
Il titolo dell’articolo sembra molto chiaro: ci sarebbe un aumento di malattie sessualmente trasmissibili ed il condom risulterebbe inefficace. Vediamo di capirci meglio.

Così scrive il nostro uccrociato: «L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito che “milioni di persone sono affette da gonorrea e sono a rischio di rimanere a corto di opzioni di trattamento a meno che venga approvato un intervento urgente”, questa è la frase con cui ha messo in guardia da un’espansione mondiale di un ceppo di gonorrea resistente ai farmaci. I Paesi coinvolti sono sopratutto Australia, Francia Giappone, Norvegia, Svezia e Regno Unito, e «i dati disponibili mostrano solo la punta di un iceberg», secondo Manjula Lusti-Narasimhan, ricercatrice dell’OM».

La fonte dell’articolo uccrociato è un articolo di nbcnews.com. Di certo non servirebbe molta fatica per riprendere la fonte originale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ma ovviamente non si può pretendere molto dagli uccrociati.
Quindi la notizia non riguarda più genericamente l’aumento di malattie sessualmente trasmissibili come scritto nel titolo ma l’acuirsi della gonorrea (una malattia a trasmissione sessuale detta popolarmente “scolo”).

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Agapo: Associazione (invisibile) Genitori ed Amici Persone Omosessuali

Il progetto da parte della Giunta Pisapia di istituire il registro delle coppie di fatto (anche per le coppie omosessuali) ha scosso una parte del mondo cattolico. La Curia di Milano ha addirittura ipotizzato che si possano legalizzare le unioni poligamiche mentre non passa giorno che Avvenire non pubblichi interventi contrari a questo provvedimento.

I sostenitori dei diritti civili ovviamente plaudono a questa decisione (già annunciata da Pisapia durante la campagna elettorale) e sperano che i partiti possano colmare il divario che ci separa dal resto d’Europa ed approvare una legge nazionale.

Nel panorama degli oppositori al registro delle coppie di fatto della Giunta Pisapia assume una posizione particolare l’associazione Agapo (Associazione Genitori ed Amici Persone Omosessuali) che invece avversa la decisione dell’amministrazione milanese ritenendola non «di aiuto per i nostri figli omosessuali»: un documento di Agapo ha trovato ospitalità anche nel giornale dei vescovi italiani Avvenire e su tempi.it (l’organo di Comunione e Liberazione). Arcigay ha subito criticato il documento di Agapo ritenendo che non sia degno di essere preso in considerazione.

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Cassazione: omosessualità non è diritto di cronaca. La confusione di Pontifex.

Nei giorni scorsi, la Corte di Cassazione con la sentenza 30639/2012 ha stabilito che è diffamatorio rivelare la presunta omosessualità di una persona identificabile senza il consenso di quest’ultima. La sentenza della Cassazione è più che giusta ed è coerente con un percorso fatto di norme e codici deontologici iniziato nel 1996.

Il solito Bruno Volpe (da ricordare che è avvocato e giornalista) affronta l’argomento con un articolo dal titolo «Cari gay, e adesso arresterete l’ “omofoba” Cassazione?».
Queste le parole del giornalista: «Nel fracasso della scena occupata giustamente da borse e spread, è passata quasi inosservata una importante decisione della Cassazione. Il motivo del contendere era una banale fattispecie di diffamazione. Ovvero, un Tizio aveva diffuso notizie riservate sul conto di Caio, spettegolando che questi fosse gay. Lo aveva fatto alla presenza di più persone e dunque, in ipotesi diffamatoria».
Difficile capirci qualcosa in questo modo. I fatti sono questi. Un giornale locale aveva riportato la notizia della separazione di due coniugi e – per il giornale – la causa della rottura era una presunta relazione omosessuale del marito. Il giornale non ha riportato i nomi dei coniugi ma erano presenti altri dati che aiutavano ad identificare facilmente i protagonisti della storia come le iniziali, le professioni ed il paese in cui era avvenuto il fatto.
La persona interessata si era sentita diffamata dall’articolo ed aveva denunciato il giornale: il fatto è arrivato in Cassazione che ha dato ragione al denunciante.
Quindi è il caso di diffamazione a mezzo stampa e non di «un Tizio che aveva diffuso notizie riservate sul conto di Caio, spettegolando che questi fosse gay». Continua a leggere

Ipso: aumentano gli Italiani a favore del matrimonio omosessuale. Gli uccrociati di Uccr in stato confusionale.

Il Corriere della Sera ha pubblicato un sondaggio – realizzato dalla Ipso di Renato Mannheimer – secondo cui il 59% degli Italiani sarebbero contrari all’istituzione del matrimonio omosessuale contro il 40% degli Italiani che invece sarebbero a favore.
Tra i fattori che incidono su questo trend, di sicuro il fattore “età” è il più importante. Infatti ad essere decisamente contrari (76%) al matrimonio tra omosessuali sono le persone over 65.

Al diminuire dell’età, invece aumenta la propensione al matrimonio omosessuale. Infatti i ragazzi tra i 18 e 24 anni sono leggermente a favore del matrimonio omosessuale: 51% di favorevoli contro il 49% di contrari.

Anche il mondo cattolico non è molto compatto. Tra i cattolici praticanti (ossia quelli che vanno almeno due volte al mese a messa) c’è una quota considerevole (30%) di favorevoli contro il 67% di contrari.

Dalla lettura di questi dati un altro dato è molto importante. Appena sette anni fa la percentuale dei contrari al matrimonio omosessuale erano il 66% della popolazione (oggi il 59%) mentre i favorevoli erano il 32% (oggi il 40%): quindi in sette anni è aumentato il favore al matrimonio omosessuale. Continua a leggere

Dubbi amletici: il “kamasutra” dei cattolici

Compito della stampa – oltre a porgere domande scottanti – è anche quello fornire risposte a domande che ci attanagliano giorno per giorno.
Per fortuna il sito di informazione tempi.it (organo ufficiale di Comunione e Liberazione) conosce bene quali sono le domande che assillano i suoi lettori e cerca di dare loro delle risposte.

Proprio per rispondere a questi dubbi amletici pubblica un articolo – tratto dal blog di Antonio Benvenuti – dal titolo “Qual è la posizione che devono tenere i cattolici quando fanno l’amore?“.

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Gli uccrociati di Uccr continuano la crociata sugli ex-gay

I nostri “uccrociati” continuano la loro campagna (a quale fine?) a favore delle “terapie riparative” sull’omosessualità pubblicando un articolo – dal titolo “Alberto Perez è uscito dall’omosessualità: «ora sono felice»” firmato (stranamente) da Luca Bernardi.
Questa volta è il caso di Alberto Perez – intervistato dal sito cattolico (strano….) religionenlibertad.com – che avrebbe fatto ricorso alle terapie riparative di Nicolosi per uscire dall’omosessualità.
Gli uccrociati ricordano i casi di “Adamo Creato” e di Andrea Ferrameo. Il caso di Adamo Creato è palesemente un prodotto costruito a tavolino considerato che questo personaggio – nei vari articoli scritti su Uccr – affrontava vari argomenti con nozioni (sbagliate) di genetica, psicologia, neurobiologia, storia dei diritti civili, religione, medicina, storia del diritto americano e politologia: molto difficile che tutto questo possa provenire da una sola persona. Continua a leggere

I diritti dei figli nati da incesto: il punto di vista (con qualche dimenticanza) dell’Avv. Amato su Cultura Cattolica

Su Cultura Cattolica, l’Avv. Gianfranco Amato interviene sul disegno di leggeDisposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali») in discussione alle Camere che equipara del tutto i figli legittimi (quelli nati da una coppia sposata) a figli naturali (ossia nati da una coppia non sposata).
Paradossalmente – ad oggi – i figli naturali acquisiscono – con il riconoscimento – rapporti di parentela solo con i genitori ma non con gli altri parenti. Con l’approvazione del disegno di legge si estenderebbero i vincoli di parentela non sono solo con padri e madri, ma anche con le intere famiglie di origine, con una rilevante conseguenza ai fini successori. Continua a leggere

Uccrociati di Uccr: la “lobby gay” minaccia gli psicologi. Un po’ di fatti per tornare alla realtà.

Gli uccrociati pubblicano un articolo dal titolo “Lo psichiatra Ablow: «approvo lo studio sui disturbi dei figli dei gay, ma temo a dirlo»”.

Per scrivere questo articolo i nostri “uccrociati” si sono affidati ad un articolo dal titolo “I dati sui figli dei gay sono veri. «Non dirlo è andare contro l’evidenza»” scritto su Tempi.it (il sito di Comunione e Liberazione) da Benedetta Frigerio.

Il succo dell’articolo è molto semplice. Il sociologo Mark Regnerus ha pubblicato uno studio sul “Social Science Research” riguardo le problematiche dei bambini cresciuti all’interno di coppie omosessuali.
Riguardo questo studio è intervenuto anche lo psichiatra americano Keith Russel Ablow che – intervistato da Fox News – ha detto: «Mi costa dirlo perché verrò minacciato e possibilmente leso» ed inoltre «anche io sarò minacciato per i dati che sto semplicemente riportando. Mi vogliono bruciare la macchina, la casa, verranno a protestare sotto il mio ufficio. Purtroppo siamo nel clima del politicamente corretto davanti a cui nemmeno i dati scientifici sono sufficienti a porre delle regole. Infatti, chi attacca questo studio, anche con rabbia e violenza, non lo fa mai portando argomentazioni scientifiche indiscutibili. Per questo ho pensato molto ad esprimermi in materia, perché tutte le volte che lo faccio vengo minacciato. Ho esitato perché sono sempre più preoccupato delle minacce e odio per posta e e-mail che ricevo ogni volta che, anche soltanto menziono, la questione apparentemente ineffabile di come le forze sociali legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere potrebbero influenzare il benessere nei bambini. Eppure, cedendo a queste preoccupazione significherebbe restare vittima del bullismo, tornando a quando ero un timido ragazzino di scuola, e io non sopporto questo». Insomma un eroe dei tempi moderni……
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Uccr: le nozze gay non sono diritti umani. Quando è il caso di documentarsi prima di scrivere

Gli “uccrociati” del blog Uccr continuano la loro “crociata” contro il matrimonio omosessuale.

Questa volta ad essere bersaglio di un loro articolo è Giuseppe Cruciani conduttore del programma “La Zanzara” su Radio 24. Radio 24 appartiene al “Gruppo 24 Ore” la cui proprietà è – per il 67,5% – di Confindustria.

Il titolo dell’articolo di Uccr è “Attento Cruciani, le nozze gay non sono diritti umani“.

Dopo aver descritto la persona di Giuseppe Cruciani (anche con vicende poco attinenti che riguardano la sua vita privata) viene riportata una frase di Cruciani il quale – in merito alle vicende dell’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi – avrebbe dichiarato: «Ma in un mondo in cui c’è un uomo ricco e potente a cui si rivolgono donne che vogliono entrare nel mondo dello spettacolo è il segno che la società occidentale funziona. Negli Stati Uniti, in Francia e in Italia esiste la donna, o uomo, che si rivolgono all’uomo potente per ottenere qualche cosa. Vendere il proprio corpo è un segnale che c’è la libertà. E’ un segnale di libertà. Meno male che esiste questa cosa. Se non esistesse, non esisterebbe la società occidentale. Saremmo in un altro mondo dove vengono tagliate le mani». Continua a leggere

Uccr e la difficoltà nel leggere i dati

Gli “uccrociati” (nel senso di appartenenti al blog Uccr) ci deliziano con un esilarante articolo (ovviamente non firmato) dal titolo «Quanto è difficile essere padri atei».

Il titolo regala l’impressione che un genitore ateo abbia più difficoltà di un genitore cattolico o di qualsiasi altra religione nell’educare i figli ma – per fortuna  – il contenuto dell’articolo è diverso.

Infatti il succo dell’articolo è dedicato ad una «una revisione dei dati di Pew Research Center (PEW), sulla religione in America, dai quali si evince che soltanto il 30% di coloro che vengono allevati come atei durante l’infanzia e l’adolescenza trovano ragioni tali tanto da chiudere la porta a Dio anche da adulti. Il 70% dei genitori, invece, non riesce a dare sufficienti ragioni per non far cambiare strada ai propri figli». Continua a leggere

Congregazione per la dottrina della fede ed omosessualità: una visione medioevale

Nel 2003, la Congregazione per la dottrina della fede è intervenuta in materia di unioni omosessuali con il documento «Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali»: un documento firmato dall’allora Card. Ratzinger quando era Prefetto della Congregazione.
Questo documento – che definisce l’omosessualità come un «fenomeno morale e sociale inquietante» – intende «fornire alcune argomentazioni di carattere razionale» ed «illuminare l’attività degli uomini politici cattolici, per i quali si indicano le linee di condotta coerenti con la coscienza cristiana quando essi sono posti di fronte a progetti di legge concernenti questo problema».
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Uccr: Mosca non si piega alla “lobby” gay. La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha una diversa opinione.

Il blog dell’associazione Uccr (Unione Cristiani Cattolici Razionali) pubblica un articolo dal titolo “Mosca non si piega alla lobby e vieta il Gay pride”. Il riferimento è alla decisione del comune di Mosca di vietare per la settima volta consecutiva il Gay Pride – ribattezzato nell’articolo come “Fiera del nulla”.

Sebbene secondo l’autore dell’articolo è «legittimo manifestare le proprie idee, ma il fine non giustifica i mezzi», la stessa Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha sentenziato che il provvedimento dell’amministrazione moscovita che vieta i Gay Pride è discriminatorio.

Sempre nell’articolo si riporta la notizia che il Tribunale di Mosca ha confermato la decisione di permettere il rifiuto di richiesta del permesso di svolgere il “Gay Pride” per i prossimi cento anni.

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Linee guida della Cei contro la pedofilia: fatta la legge trovato l’inganno….

Il Cardinale Bagnasco è intervenuto a difesa delle “Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici” della Cei.
Secondo il Cardinale Bagnasco «la Chiesa precede la legge perché i vescovi sono tenuti a intervenire non appena hanno notizia, in vista di misure preventive».
Innanzitutto la Chiesa non dovrebbe «precedere la legge» ma – al massimo – “affiancarsi”. Infatti Bagnasco dovrebbe ricordare che l’art. 7 della Costituzione prescrive che «Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani».
Ad ogni modo Bagnasco sembra voler lasciare intendere che la prescrizioni delle Linee guida della Cei siano più severe di quanto prevede la legge italiana.
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Omofobia in Italia. Istat: ancora molta strada da fare

L’Istat (Istituto nazionale di Statistica) ha realizzato nel 2011 – con il finanziamento del Dipartimento delle pari opportunità – un’indagine su “La popolazione omosessuale nella società italiana rilevando le opinioni e gli atteggiamenti dei cittadini nei confronti degli omosessuali nonché le difficoltà che questi ultimi incontrano nella famiglia e nella società.

Emerge un quadro di una società consapevole delle discriminazioni che gli omosessuali incontrano ogni giorno ed aperta alle loro istanze ma – allo stesso tempo – una società in cui molti omosessuali sono ancora discriminati in vari ambiti.

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L’ex-gay Adamo Creato: “Creato” dal nulla?

Il sito Pontifex riporta la “testimonianza” di un ex-gay che si firma “Adamo Creato”.

Premetto che considero di nessun valore questa “testimonianza” per un semplice motivo.

Se – portando esperienze personali – si vuole convincere che si può “guarire” dall’omosessualità bisogna avere il coraggio di firmarsi con nome e cognome: altrimenti niente mi vieta di pensare che queste “testimonianze” siano state inventate di sana pianta.

In ogni caso sono incuriosito e vorrei capire “come” questa persona sia uscita dall’omosessualità.

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Il Consiglio Pontificio riconosce le coppie di fatto come famiglia

La Chiesa si è sempre opposta a qualsiasi provvedimento in materia di riconoscimento delle coppie di fatto. Nel 2000 ha addirittura prodotto un documento in materia dal titolo «Famiglia, matrimonio e “unioni di fatto”».
Un documento che si rivela – come altri – contraddittorio, privo di spiegazioni e con termini usati impropriamente.
Ecco alcune parti.

«Il Pontificio Consiglio per la Famiglia ha organizzato, nel corso del 1999 e nei primi mesi del 2000, una serie di riunioni di studio cui hanno partecipato eminenti personalità e prestigiosi esperti di tutto il mondo».
Si può sapere chi sono queste “eminenti personalità e prestigiosi esperti di tutto il mondo“?

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L’On. Concia “concia” la Volpe per le feste

Il sito Pontifex si scaglia contro l’On. Concia con un articolo dal titolo: “Il delirio dell’Onorevole Concia: pensi ai suoi privilegi e non parli di medicina o di religione“.
Devo fare una premessa. Credo che l’On. Concia sia una dei pochi parlamentari degni dello scranno parlamentare. Trovo che viva la politica con grande passione e trasporto, ha una rilevante attività di lavoro parlamentare (disegni di legge, interrogazioni, etc.), è trasparente (addirittura ha pubblicato la sua dichiarazione dei redditi online), tiene vivo il rapporto con i cittadini sia usando spesso internet sia con incontri ed eventi vari. Non sembra il classico (purtroppo) Parlamentare spocchioso o inavvicinabile e qualsiasi cosa dica (condivisibile o meno) comunque emana una scia di pulizia ed onesta. Insomma mi sembra una persona “vera”: spero di non essere smentito.

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Agapo: omosessuali egodistonici “discriminati”

Dal web scopro l’esistenza dell’associazione Agapo (“Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali”).
Sapevo dell’esistenza dell’Agedo ma non conoscevo la Agapo. Credo sia in ogni caso positivo avere una ulteriore associazione rappresentativa dei genitori dei ragazzi omosessuali.
Cerco nel loro sito internet delle informazioni ma purtroppo ho l’idea di una associazione un po’ “invisibile“.
Non viene riportato nessun nome di qualche membro di Agapo, di qualche carica direttiva e non c’è neanche lo statuto o l’indirizzo dell’associazione. Inoltre non c’è traccia di conferenze o di nessun evento organizzato dall’associazione: insomma niente di niente. Un po’ troppo poco per una associazione “rappresentativa“……
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(S)ragionamenti contro il matrimonio omosessuale

Più passa il tempo e più mi rendo conto che i cattolici quando scrivono o parlano di leggi sono capaci solamente di grandi scemenze.
Sul famigerato sito Pontifex un articolo di Giovanni Servodio mi ha fatto ridere per ore.

Il tale comincia a scrivere che “matrimonio” derivi dal sostantivo “mater” madre, e “sta ad indicare il contesto nel quale trovano pieno riconoscimento le prerogative proprie della donna, della madre“.
È vero che l’origine etimologica della parola matrimonio venga da “matris munia” (doveri della madre) ma è evidente che questo antico significato latino non coincida con quello attuale per due motivi.
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