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Il dibattito sulle unioni civili: la solita meteora.

Ciclicamente in Italia si torna, come se fosse una meteora, a parlare di unioni civili. Come per una meteora in procinto di “schiantarsi” sulla terra, se ne discute, ci si divide sugli effetti dello “schianto”, qualcuno sosterrà che avrà conseguenze disastrose e porterà alla fine dell’umanità mentre altri riterranno che non lascerà tracce; infine, come per ogni buona meteora, scompare e se ne tornerà a parlare al passaggio della prossima. La stessa cosa succede per le unioni civili: se ne discute ciclicamente, ci si divide in favorevoli e contrari ma poi, come un qualsiasi bolide, non succede nulla.

L’amministrazione comunale di Ignazio Marino si prepara ad approvare il registro delle unioni civili anche per le coppie dello stesso sesso e naturalmente scende in campo la Diocesi di Roma con un editoriale di Angelo Zeme, responsabile del settimanale della diocesi Roma Sette: «La vera discriminazione consisterebbe nel trattare in modo uguale situazioni differenti, come sono le unioni civili e il matrimonio: nel secondo, infatti, due soggetti assumono precisi diritti e doveri di fronte alla legge, con rilevanza negoziale pubblica. Non si può barare con le parole». E pazienza se il registro delle unioni civili andrebbe a tutelare anche i figli delle tantissime coppie non sposate. Continua a leggere

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Sei in Germania e non paghi le tasse alla Chiesa? Sei scomunicato

Sei in Germania ma non paghi l’obolo alla Chiesa? Considerati scomunicato e dimenticati i sacramenti.
Questo è quanto ha previsto la Conferenza episcopale tedesca con l’approvazione della Santa Sede.
Mentre in Italia il finanziamento alla Chiesa cattolica avviene con il controverso sistema dell’8 per mille in Germania vige un sistema molto più diretto. Infatti i contributi fiscali vengono percepiti direttamente dall’anagrafe tributaria. La tassa si chiama Kirchensteuer ed il contribuente deve indicare se appartiene alla confessione cattolica o a quella protestante ed – in questo caso – gli viene applicata questa tassa con aliquote che variano dal 3% all’8% del reddito Irpef.
Cosa accade nel caso una persona non appartenga o decida di non appartenere più a nessuna confessione? Viene esentato dal pagamento del pesante tributo ma la decisione viene comunicata agli organi competenti che provvedono ad annullare i sacramenti ricevuti.
Nonostante questi effetti religiosi dal 1990 in poi oltre 100mila tedeschi all’anno hanno voltato le spalle alla Chiesa cattolica, mentre nel 2011 è stato toccato il record di 126.488 autoesclusioni. Continua a leggere