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“Aiuto dottore, oggi mi sono svegliato gay”: in Brasile sconfitta per un disegno di legge per “curare” gli omosessuali.

Non è proprio un bel momento per le cosiddette “terapie riparative”: le fantomatiche cure mediche – bocciate dalla comunità scientifica – che vorrebbero far tornare gli omosessuali sulla via dell’eterosessualità.
Dopo la chiusura (con tanto di scuse) di Exodus International, un’organizzazione cristiana la cui missione era quella di aiutare gli omosessuali cristiani a tornare eterosessuali, una nuova sconfitta arriva dal Brasile.
Come riporta il New York Times, il parlamentare brasiliano João Campos aveva presentato un disegno di legge che avrebbe permesso agli psichiatri del Paese di trattare l’omosessualità al pari di una malattia ma martedì il deputato ha deciso di ritirare il suo disegno di legge.
Gli oppositori al progetto di legge volevano andare al voto e la decisione di Campos sembra un chiaro segno che sarebbe stato sonoramente sconfitto dalla Camera dei Deputati, la camera bassa del Congresso brasiliano.
Oltre che da Campos il disegno di legge era appoggiato da Marco Feliciano, controverso pastore e deputato che, nonostante sia al centro di polemiche per alcune posizione razziste, omofobe e misogine, è addirittura presidente della Commissione parlamentare per i diritti umani e le minoranze: ha ottenuto notorietà negli ultimi anni per il suo cristianesimo fondamentalista e le sue opinioni sociali conservatrici. Ora il ritiro del disegno di legge dovrà essere formalmente votato dalla Camera dei deputati ma l’esito sembra scontato. Continua a leggere

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Stati Uniti: “mea culpa” di Exodus, organizzazione cristiana leader per “riparare” gli omosessuali.

C’è da credere che i sostenitori delle cosiddette “terapie riparative” finalizzate a riportare gli omosessuali sulla “retta via” dell’eterosessualità non saranno stati affatto contenti nel sapere che dopo 37 anni di non onorata carriera – a seguito di una votazione del proprio Consiglio d’amministrazione – ha deciso di chiudere i battenti Exodus International, un’organizzazione cristiana con 260 comunità sparse su tutto il territorio americano la cui missione era quella di aiutare gli omosessuali cristiani a tornare eterosessuali.
Lo ha comunicato la stessa organizzazione con un comunicato presente sul loro sito internet: «Per molto tempo siamo stati imprigionati in una visione del mondo che non sta onorando gli altri esseri umani né i precetti della bibbia».
La notizia arriva a meno da un giorno dalle pubbliche scuse del presidente della stessa Exodus International Alan Chamber alla comunitò Lgbt: «Il nostro servizio è pubblico e quindi qualsiasi riconoscimento di sbagliato deve essere pubblico. Io non sono sempre stato il leader di Exodus, ma ora lo sono e qualcuno deve riconoscere il dolore degli altri. Lo faccio con ansia, ma volentieri». Continua Chamber: «È strano essere qualcuno che è stato sia offeso dal trattamento della chiesa verso la comunità LGBT ed anche essere una persona che deve chiedere scusa per essere parte dello sistema stesso di ignoranza che ha provocato tale dolore». Infatti lo stesso Chamber – che è sposato ed ha adottato due bambini – ha ammesso di avere attrazione per le persone dello stesso sesso: «Per convenienza per diversi anni ho omesso le mie continue attrazioni omosessuali. Avevo paura di condividerle come prontamente e facilmente faccio oggi. Mi hanno portato tremenda vergogna e io li ho nascoste nella speranza che sarebbero andate via. Guardando indietro, sembra così strano che pensavo di poter fare qualcosa per farli smettere. Oggi, però, accetto questi sentimenti – che probabilmente saranno sempre lì – come parti della mia vita». Ha inoltre affermato che il 99 percento delle persone che ha provato la terapia riparativa non ha mai perso i loro desideri omosessuali. Continua a leggere

Time. Ferguson: “Perché vietare le terapie riparative può essere più un male che un bene”.

Il 29 settembre, Jerry Brown ha firmato la legge una terapia legge che viete le presunte “cure” per i minori nello stato della California. Brown aveva precedentemente twittato che queste pratiche, conosciute come terapie di conversione, «non hanno alcun fondamento nella scienza della medicina ed ora saranno relegate nella pattumiera della ciarlataneria». Quasi subito dopo la firma della legge, un gruppo cristiano chiamato Pacific Justice Institute ha citato in giudizio lo Stato, affermando che il divieto era una violazione della libertà di parola e di rapporti privati tra i giovani, le famiglie e i loro terapeuti. La legge è uno sforzo utile per proteggere i minori o è una intrusione dello stato in una questione intima e privata?

Entrambi, forse. In primo luogo, dovrebbe essere chiaramente indicato che la ricerca empirica a sostegno l’efficacia di questa forma di terapia è debole, nella migliore delle ipotesi. Una relazione del 2009 della task force per l’American Psychological Association ha concluso che gli sforzi per cambiare terapeuticamente l’orientamento sessuale non funzionano, e portano rischi significativi di ulteriori danni. Accettare il comportamento omosessuale non è più dannoso che accettare il comportamento eterosessuale, ma instillare o rafforzare nei pazienti la visione che il loro orientamento sessuale sia sbagliato può provocare danni psicologici. Al di fuori dei conservatori religiosi, possono essere trovati pochi difensori della terapia di conversione.

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Omosessualità: esiste un diritto alle “terapie riparative”?

Su alcuni organi cattolici di informazione sovente sono pubblicate storie di ex-gay ossia persone che sono passate da una condizione di omosessualità ad una di eterosessualità.
Queste storie non sono confinate solo a blog integralisti e folcloristici di cattolici fanatici come pontifex.roma o uccr ma – alle volte – trovano spazio anche su tempi.it (l’organo di Comunione e Liberazione): sono quindi voci da non sottovalutare.
È palese che in questi tempi si sta acuendo l’atavico scontro tra il mondo cattolico e quello laico: scontro acuito da temi come il matrimonio omosessuale, gli scandali del Vaticano, i finanziamenti alla scuola cattolica, etc.

Nel dibattito presente sulle terapie riparative spesso compaiono termini come “libertà di cura” e “libertà individuale”.
Da una parte del mondo cattolico (che non ha mai incontrato la riprovazione ufficiale della Chiesa) si sostengono le “terapie riparative” di Nicolosi in nome della “libertà di cura” della persona o – più genericamente – della libertà individuale.

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Uccr e sessualità: problemi di lettura o tendenza ad inventarsi le notizie?

I soliti uccrociati ci regalano la solita uccretinata in materia di sessualità.
Questa volta l’occasione viene data dall’articolo Aumentano malattie sessualmente trasmissibili, fallimento del condom.
Il titolo dell’articolo sembra molto chiaro: ci sarebbe un aumento di malattie sessualmente trasmissibili ed il condom risulterebbe inefficace. Vediamo di capirci meglio.

Così scrive il nostro uccrociato: «L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito che “milioni di persone sono affette da gonorrea e sono a rischio di rimanere a corto di opzioni di trattamento a meno che venga approvato un intervento urgente”, questa è la frase con cui ha messo in guardia da un’espansione mondiale di un ceppo di gonorrea resistente ai farmaci. I Paesi coinvolti sono sopratutto Australia, Francia Giappone, Norvegia, Svezia e Regno Unito, e «i dati disponibili mostrano solo la punta di un iceberg», secondo Manjula Lusti-Narasimhan, ricercatrice dell’OM».

La fonte dell’articolo uccrociato è un articolo di nbcnews.com. Di certo non servirebbe molta fatica per riprendere la fonte originale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ma ovviamente non si può pretendere molto dagli uccrociati.
Quindi la notizia non riguarda più genericamente l’aumento di malattie sessualmente trasmissibili come scritto nel titolo ma l’acuirsi della gonorrea (una malattia a trasmissione sessuale detta popolarmente “scolo”).

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Tempi.it (organo di CL) e gli ex-gay che hanno deciso di “convertirsi” e “liberarsi dai lacci dell’omosessualità”

Su tempi.it (organo di Comunione e Liberazione) trova spazio la storia di Roberto Perez: un ventenne spagnolo ex-gay grazie alle teorie riparative sull’omosessualità del discusso psicologo americano Joseph Nicolosi la cui storia è sintetizzata come «la lettura di un libro, la terapia e la conversione. Vicende di giovani che hanno deciso di “liberarsi dai lacci dell’omosessualità”».

Il ragazzo – non a caso intervistato dal sito cattolico religionenlibertad.com – non rivela quali sono stati gli psicologi che hanno seguito il suo caso, quali sono state le tappe del processo di analisi e le metodologie usate ma si sofferma molto sul suo rapporto con la religione.

Nell’articolo di Tempi è riportato che per Perez fosse stata molto importante la lettura del libro “Riscoprirsi normali” di Richard Cohen, presidente della PFOX (Parents and Friends of Ex-Gays).

Bisogna ricordare che è Cohen è stato espulso nel 2002 dall’American Counseling Association (ACA) per violazioni etiche e l’ACA – nel provvedimento di espulsione – dichiara che: «Richard Cohen non è un professionista autorizzato nel campo della salute mentale. È stato definitivamente espulso dalla ACA per violazioni etiche ed i suoi scritti sono stati smascherati come incendiari e contenenti fatti e supposizioni errate. I suoi scritti mancano di prove di ricerca e non devono essere usati come base per nessuna linea di condotta pubblica. Aca non sostiene la sua posizione o l’utilizzo della sua opera in alcun modo». Continua a leggere