Uccr: Mosca non si piega alla “lobby” gay. La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha una diversa opinione.

Il blog dell’associazione Uccr (Unione Cristiani Cattolici Razionali) pubblica un articolo dal titolo “Mosca non si piega alla lobby e vieta il Gay pride”. Il riferimento è alla decisione del comune di Mosca di vietare per la settima volta consecutiva il Gay Pride – ribattezzato nell’articolo come “Fiera del nulla”.

Sebbene secondo l’autore dell’articolo è «legittimo manifestare le proprie idee, ma il fine non giustifica i mezzi», la stessa Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha sentenziato che il provvedimento dell’amministrazione moscovita che vieta i Gay Pride è discriminatorio.

Sempre nell’articolo si riporta la notizia che il Tribunale di Mosca ha confermato la decisione di permettere il rifiuto di richiesta del permesso di svolgere il “Gay Pride” per i prossimi cento anni.

Nell’articolo si afferma anche che l’86% dei cittadini russi è favorevole al “divieto alla promozione del gayismo” che sarebbe una specifica legge varata dal governo di San Pietroburgo che impedisce la promozione di pratiche omosessuali, lesbiche, bisessuali e transgender tra i minorenni.

Purtroppo nell’articolo di Uccr si omette di citare – in merito al sondaggio citato – che l’85% delle persone intervistate nelle città di Mosca e San Pietroburgo hanno affermato di non aver mai visto “propaganda gay” e questa percentuale sale al 96% nelle zone rurali.

Oltre a questa piccola omissione bisognerebbe ricordare che i sondaggi sono uno strumento utilissimo per verificare quale sia l’orientamento dell’opinione pubblica all’interno di democrazie mature: purtroppo è difficile che la Russia possa definirsi di fatto una democrazia matura.

Sebbene nell’articolo, la legge approvata viene considerata atta ad impedire «la promozione di pratiche omosessuali, lesbiche, bisessuali e transgender tra i minorenni», Amnesty International mette in luce come questo sia solo un pretesto per vietare ogni libertà d’espressione da parte degli attivisti per i diritti degli omosessuali e l’Agenzia di Informazione Reuters riporta che diciasette attivisti per la protezione dei diritti degli omosessuali sono stati arrestati dalla Polizia in base a questa legge.

L’articolo si conclude affermando che «la Russia non è certamente un paese minore, avendo 143 milioni di abitanti e si sta mostrando un osso molto duro per l’agenda gay promossa dalla politica internazionale».

Di sicuro la Russia si sta dimostrando un osso duro per quanto riguarda i diritti civili (uso sistematico della tortura, divieto di libertà di assemblea e di espressione, etc.) e quindi di sicuro non è un terreno fertile per i diritti degli omosessuali così come ampiamente denunciato da Amnesty International,

È sintomatico e preoccupante come una parte del mondo cattolico (seppur minoritaria) anche in Italia non solo si senta in diritto di discriminare in base alle proprie convinzioni morali e religiosi ma veda di buon occhio quei sistemi politici in cui i diritti civili e politici sono calpestati se – tra i diritti annullati – ci sono anche quelli degli omosessuali.

Purtroppo è facile che – davanti ad una sistematica condanna dei diritti degli omosessuali – i Gay Pride a Mosca siano il bersaglio preferito da gruppi di neo-nazisti che aggrediscono gli attivisti omosessuali: nel 2007 ad essere bersaglio delle aggressioni naziste durante il Gay Pride furono anche dei parlamentari ed attivisti italiani.

Purtroppo anche in Italia – così come a Mosca – simpatizzare per le politiche liberticide nei confronti degli omosessuali così come negare continuamente – anche da esponenti del mondo politico italiano – diritti agli omosessuali, costituisce il terreno fertile per le frequenti violenze omofobe: frutto di una cultura (anche proveniente da una parte del mondo cattolico) che considera gli omosessuali come cittadini di serie B e simpatizza per le politiche liberticide messe in atto dal post-comunista Putin.

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2 pensieri su “Uccr: Mosca non si piega alla “lobby” gay. La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha una diversa opinione.

  1. gemini
    L’articolo di UCCR non si riferiva ai diritti civili.
    Tu sei stato in Russia?
    Come fai a dire che vengono praticate torture?
    Come fai a dire che il rifiuto al gay pride non sia giustificato?
    Perché lo dicono quattro associazioni internazionali, peraltro di un certo schieramento intellettuale (che ha accusato la polizia italiana per i fatti del G8!!!!!) che condanna la Russia per questioni geo-politiche?
    Rispondi
    1. Cagliostro Autore articolo
      L’articolo di UCCR non si riferiva ai diritti civili”: il diritto di manifestare (o il divieto di manifestare) rientra tra i diritti civili.

      Come fai a dire che vengono praticate torture?”: non lo dico io. Lo afferma Amnesty International, lo stesso Presidente Medvedev, le autorità politiche europee e la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

      Come fai a dire che il rifiuto al gay pride non sia giustificato?”: in base alla legislazione italiana il diritto di manifestare è sempre legittimo: eventuali reati (e sottolineo eventuali) sono puniti ex post ma non proibiti ex ante. Poi più semplicemente è la stessa Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ad affermare che il rifiuto del Gay Pride non è giustificato.

      Perché lo dicono quattro associazioni internazionali, peraltro di un certo schieramento intellettuale (che ha accusato la polizia italiana per i fatti del G8!!!!!) che condanna la Russia per questioni geo-politiche?”: chi sarebbero queste “quattro associazioni intellettuali”? Per i fatti del G8 ti ricordo che la magistratura italiana ha condannato – per i soli fatti della scuola Diaz – 25 imputati su 27, ivi compresi i vertici della catena di comando delle forze dell’ordine a Genova.

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